Parigi, Sassoli (PD): “L’Esercito Europeo, fra chi sta, è necessità inderogabile”

Parigi, Sassoli (PD)
Parigi, Sassoli (PD): “L’Esercito Europeo, fra chi sta, è necessità inderogabile”
“Dobbiamo concentrarci subito sulla difesa comune, interna ed esterna. I documenti prodotti nell’ultimo periodo dalla presidenza Juncker ci offrono molti spunti per rilanciare la formazione di un esercito europeo”. È l’appello alle istituzioni europee e ai governi nazionali del vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli, apparso sulle colonne dell’Huffington Post.
“Nell’Unione Europea – spiega – ci sono 28 eserciti con una spesa militare che è seconda soltanto agli Stati Uniti. Il risultato è solo economico, perché l’Europa non è la seconda potenza militare globale e non è in grado di coordinare interventi per garantire la sicurezza del suo spazio geografico. I coordinamenti tecnici sono formali e le gelosie nazionali ancora inossidabili”.
“Il dispositivo militare – continua –  non è coordinato e ogni paese europeo continua a dotarsi di armamenti secondo criteri discrezionali e non standardizzati. Ad esempio le forze armate Usa dispongono di solo 9 tipi di mezzi corazzati e complessivamente sono 27mila; in Europa ve ne sono 37 tipologie diverse per un totale di 17mila.
Nel settore aeronautico va ancora peggio. Spesa enorme per risultati inefficaci. Eppure i confini europei sono ad alto rischio”.
Per questo, conclude, “l’esercito europeo è ormai una necessità strategica, politica ed economica e significherebbe, fra l’altro, dotare la politica estera di strumenti efficienti di deterrenza e intervento.
Il percorso immaginato dal Trattato di Lisbona prevede una cooperazione rafforzata fra Stati che condividano le medesime finalità. Come per l’Euro. Chi ci sta ci sta.
Ma per cominciare servono governi disposti a tirare la volata. Se si attende, invece, che l’Europa marci allo stesso passo, che tutto sia deciso all’unanimità, il processo non partirà mai e lo spazio europeo sarà vulnerabile e poco sicuro”.

Parigi

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