Ostelli gioventù a Perugia, Cristina Rosetti, M5D, occorre fare chiarezza

OSTELLI DELLA GIOVENTU’ TRASFORMATI IN CENTRI DI ACCOGLIENZA

Ostelli gioventù a Perugia, Cristina Rosetti, M5D, occorre fare chiarezza

Ostelli gioventù a Perugia, Cristina Rosetti, M5D, occorre fare chiarezza da Cristina Rosetti PERUGIA – Dopo la battaglia di trasparenza portata avanti dal M5S sulla gestione degli immobili comunali quali sedi delle associazioni, siamo di nuovo a chiedere l’attivazione della Commissione di controllo e garanzia per fare chiarezza sulla vicenda, ormai nota, della trasformazione degli ostelli della gioventù in strutture di accoglienza per i profughi, in particolare della struttura di Ponte Felcino, di proprietà comunale, che di colpo perde la sua vocazione originaria, di strumento per politiche turistiche e culturali per i giovani, per divenire un centro di accoglienza. Nel marzo del 2000, il Comune di Perugia stipulava con l’Associazione italiana alberghi per la gioventù una convenzione per la gestione di due strutture di proprietà comunali a Pian di Massiano, da destinarsi ad Ostello della gioventù, e a Ponte Felcino, da destinarsi a struttura ricettiva a basso costo.

La convenzione era finalizzata alla promozione di iniziative di interesse turistico giovanile, culturale e sociale. Tanto che l’Amministrazione si riservava l’utilizzo di taluni posti/pernottamenti per l’espletamento dei propri scambi nazionali e internazionali nel settore scolastico, dei centri e associazioni giovanili, estivi, artistici e sportivi. Ma nel tempo tali strutture hanno avuto usi non contemplati dalla convenzione e hanno ospitato persone inserite nei progetti Sprar.

Purtroppo, le convenzioni per l’accoglienza che il Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura, mette in atto non risultano accessibili, pertanto, non sappiamo ad oggi come le strutture comunali possano essere entrate nei succitati programmi.

Si conoscono i bandi di gara, ma non sono accessibili le informazioni sull’effettiva gestione e realizzazione dei programmi, da parte dei vincitori dei bandi stessi. Il Comune di Perugia, almeno secondo quanto riferito dai dirigenti competenti, è anch’esso escluso da tali informazioni, nonostante peraltro tali attività (accoglienza in particolare) si svolgano, non solamente sul proprio territorio, ma, all’interno di immobili propri.

Poiché la convenzione del 2000 non prevedeva per nessuna delle due strutture la possibilità di essere utilizzate a scopi diversi dallo sviluppo di attività ricettiva per i giovani, a politiche culturali, sociali e di scambio, riteniamo che un tale utilizzo degli immobili comunali non sia conforme alla convenzione. Alla luce di ciò, il M5S chiede che sia la Commissione di controllo e garanzia a verificare: il pieno rispetto della convenzione in essere e a valutare le eventuali responsabilità degli uffici competenti connesse ai mancati controlli sul rispetto della convenzione stessa.

L’accoglienza alle persone in difficoltà, soprattutto, in questo momento storico, è un’attività di grandissimo valore sociale, ma richiede una grande attenzione da parte delle stesse istituzioni, affinché non si trasformi in un’attività meramente speculativa e richiede di essere gestita mediante serie politiche sociali, senza creare contrapposizioni e problematiche di convivenza, e con un interessamento necessario da parte dell’Istituzione comunale.

Cristina Rosetti

(Portavoce Consigliere M5S Comune di Perugia)

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