Ospedale Perugia, Liberati M5s: “Orlandi eviti di dire sciocchezze”

Ente dovrebbe evitare che Orlandi racconti nuove sciocchezze quali quelle della presunta “eccellenza” dell’ospedale del capoluogo regionale

Ospedale Perugia, Liberati M5s: "Orlandi eviti di dire sciocchezze"

Ospedale Perugia, Liberati M5s: “Orlandi eviti di dire sciocchezze”

“La Regione dovrebbe evitare che Walter Orlandi, pagato 150mila euro l’anno, racconti nuove sciocchezze quali quelle della presunta eccellenza dell’ospedale di Perugia”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che attacca “la lettera che l’ex direttore generale del nosocomio Santa Maria della Misericordia e oggi discusso neo-nominato al vertice della Sanità umbra, ha indirizzato a tutti i professionisti e collaboratori dell’ospedale”.

Per Liberati, infatti, “nella valutazione della struttura va considerato che l’Università ripetutamente lamenta mancata condivisione; i posti letti aggiunti a go-go; la nota carenza di organico di un personale medico e paramedico ormai fortemente sovraccarico, con la graduatoria del concorso per infermieri non ancora pubblicata dopo due anni; le liste di attesa chilometriche; la proliferazione dei così detti minidirigenti.

Tutto questo mentre alcuni specialisti di vaglia, in un simile caos, hanno ritenuto di fare le valigie, impoverendo ancor di più la struttura e l’offerta a un’utenza non di rado costretta a rivolgersi al privato”. Liberati nella nota ironizza sul testo della lettera che a suo dire è “piena di errori”.

“Se la Regione – conclude Liberati – deve pagare cifre assurde per un proprio dirigente, almeno tra i mille requisiti dovrebbe esigere una sana capacità di scrittura, spesso segnale di altre qualità”.

Ospedale Perugia

1 Commento su Ospedale Perugia, Liberati M5s: “Orlandi eviti di dire sciocchezze”

  1. Non conosco i fatti che espone Liberati, però posso dire come paziente in cura al S. Maria della Misericordia per un tumore, che in effetti l’ospedale non è di sicuro un’eccellenza almeno in ambito oncologico, dove purtroppo non c’è nemmeno rispetto per i pazienti malati i quali, veramente provati da terapie come la chemio, devono fare 3 ore di attesa per essere ricevuti dal medico. A me hanno sbagliato anche la diagnosi.

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