Opposizione Regionale, su vicenda Gesenu, Partito democratico si divide e annaspa

Opposizione Regionale, su vicenda Gesenu, Partito democratico si divide e annaspa

Opposizione Regionale, su vicenda Gesenu,  Partito democratico si divide e annaspa

“Mentre il Partito democratico si divide e annaspa, dimenticando le proprie responsabilità di governo, i gruppi di opposizione all’Assemblea legislativa impongono alla maggioranza di istituire una Commissione di inchiesta sulla tenuta del sistema di gestione dei rifiuti e sulle vicende che hanno portato alla notifica di una interdittiva antimafia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest”. Così tutti i consiglieri regionali di opposizione a Palazzo Cesaroni, Marco Squarta (Fratelli d’Italia), Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle), Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega Nord), Raffaele Nevi (Forza Italia), Claudio Ricci e Sergio De Vincenzi (Ricci presidente), annunciano di aver depositato la richiesta di istituzione della Commissione. Richiesta che l’Ufficio di presidenza, spiegano, “dovrà necessariamente accogliere, come previsto dallo Statuto, essendo stata avanzata da 8 consiglieri su 20, ben oltre il quorum di un terzo stabilito dall’articolo 54. Sarà l’Aula consiliare, come previsto dal regolamento interno, a votare i contenuti e il termine entro il quale la Commissione dovrà riferire all’Assemblea. In quella sede vedremo se la maggioranza vorrà offrire una dimostrazione di responsabilità istituzionale appoggiando questa urgente iniziativa di verità”.

“La circostanza per cui il caso Gesenu presenta sicure ramificazioni regionali e nazionali, e probabili estensioni internazionali, rende necessario – si legge nella richiesta – approfondire gli assetti societari delle imprese titolari della gestione dei rifiuti in Umbria anche al fine di escludere la possibilità di eventuali connessioni con i soggetti coinvolti nell’inchiesta Mafia Capitale con particolare riferimento al territorio di Terni.

La vicenda Gesenu ha fatto ufficialmente emergere l’inadeguatezza del sistema di gestione integrata del ciclo dei rifiuti nel territorio regionale anche con riferimento alla presenza di siti altamente inquinati e siti non bonificati, ai danni ambientali da essi determinati e allo spreco di risorse pubbliche”. I consiglieri di opposizione evidenziano che “l’attività della Commissione dovrà svilupparsi nel pieno rispetto dell’attività della magistratura. Serve però che la politica, senza interferire con le indagini, si faccia carico delle proprie funzioni, approfondendo se e dove ci sono stati vuoti istituzionali.

Proprio in questi giorni anche la Commissione parlamentare di inchiesta che si occupa delle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e degli illeciti ambientali ha inserito la vicenda Gesenu all’interno della materie da approfondire, proprio per la rilevanza nazionale che la vicenda sembra avere. Questo caso è la punta di un iceberg che riguarda la gestione complessiva dei rifiuti, degli impianti e della raccolta differenziata, senza dimenticare il nodo delle tariffe. A fronte del fatto che dal 2013 doveva essere istituita una autorità, l’Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche (Auri), che invece ancora non esiste”.

La Commissione di inchiesta, secondo la proposta delle opposizioni, dovrebbe porsi questi obbiettivi di indagine: “Verificare sia le procedure degli affidamenti in essere nei quattro Ati del servizio di gestione dei rifiuti sia le modalità di gestione dei rifiuti da parte dei titolari degli affidamenti, anche al fine di delimitare eventuali possibili connessioni dei gestori con la vicenda Gesenu. Approfondire gli assetti societari delle imprese titolari della gestione dei rifiuti in Umbria anche al fine di escludere la possibilità di eventuali connessioni con i soggetti coinvolti nell’inchiesta ‘Mafia Capitale’.

Quantificare i danni ambientali derivati da eventuali condotte illecite attuali e pregresse. Valutare se l’attuale sistema di programmazione e pianificazione della gestione dei rifiuti, determini una particolare agibilità rispetto all’infiltrazione di attività criminose. Verificare l’esistenza di eventuali conflitti di interesse a carico dei gestori delle discariche e degli impianti di incenerimento rispetto ai soggetti affidatari dei servizi di raccolta, trasporto e gestione dei rifiuti. Verificare l’effettivo raggiungimento di tutti gli obiettivi del vigente Piano regionale dei rifiuti e delle direttive europee di riferimento, anche nella prospettiva di elaborazione di un nuovo Piano. Verificare l’attuale stato di saturazione delle discariche e gli attuali risultati raggiunti, anche in termini di efficienza, rispetto al recupero di materia degli impianti di trattamento meccanico-biologico e rispetto all’adeguatezza della dotazione impiantistica per il trattamento dei rifiuti così come censita nel vigente Piano dei rifiuti. Verificare se e come siano stati effettuati eventuali controlli sulla correttezza delle procedure poste in essere dai gestori, se e quali esposti siano pervenuti negli ultimi cinque anni in riferimento a eventuali irregolarità. Verificare lo stato di avanzamento delle operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dei siti di interesse regionale presenti nell’anagrafe del Piano di bonifica delle aree inquinate della Regione. Verificare lo stato di avanzamento della costituzione dell’Auri e valutare tutti gli aspetti connessi al suo subentro agli attuali Ati. Utilizzare ogni strumento utile alle suddette verifiche e valutazioni, come audizioni con i soggetti di volta in volta interessati e sopralluoghi”.

vicenda Gesenu

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