Nuovo comitato “Vergogna Tevere nera!” Noi non ci arrendiamo

Piano di riequilibrio Terni, il Ministero riporta alla realtà le furbizie
Enrico Melasecche
Enrico Melasecche
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da Enrico Melasecche (UDC) TERNI – Sono 10 anni che il variegato Comitato “No Tevere Nera” ha in modo monopolistico condotto una campagna in modo un po’ folcloristico ma senza mai disturbare veramente la politica di Palazzo Spada, nonostante Di Girolamo non abbia mai alzato un dito contro quella Tassa famigerata perchè chi guidava quel vecchio comitato, oggi delegittimato, non lo ha mai voluto mettere in difficoltà.

Dieci anni segnati da sconfitte continue, con i cittadini di Terni illusi che si potesse togliere quella vergogna senza un piano strategico condiviso con tutti gli attori di questa protesta popolare, fino alla beffa finale in cui Leo Venturi, ha preferito allearsi proprio con colui che quella Tassa ha voluto mantenere. In politica la coerenza dei comportamenti è essenziale per avere la fiducia dei cittadini e di questa giravolta finale tutti sono sconcertati.

Avevamo proposto l’occupazione di Palazzo Spada per obbligare questo sindaco ad svegliarsi e battere un pugno per difendere la città. Ma chi evidentemente studiava già di allearsi con Di Girolamo non ha mai voluto. È per questo che, sollecitato da molti ternani, constatata l’inutilità di chi ha usato quell’argomento solo per proprie ambizioni elettorali, ho accettato di costituire un nuovo vero comitato denominato “VERGOGNA TEVERE NERA” che non guardi in faccia nessuno, che finalmente imponga alla politica locale il coraggio di dire alla gente che questo PD, con i suoi utili alleati, vuole quella Tassa contro tutti i ternani.

Di Girolamo dichiarò persino che “a Perugia non la pagano perchè non hanno fiumi” quando il Tevere con tutti i suoi affluenti solca gran parte del territorio della pianura di Perugia, da Ponte S.Giovanni a Ponte Felcino, a Ponte Pattoli, ecc, ecc. Una bufala pazzesca solo per difendere il diktat che veniva dal PD regionale e dagli interessi di Foligno, la vera vincitrice di questo estenuante confronto. Si calcola che siano fin qui state prelevate dalle famiglie e dalle imprese ternane circa 20.000.000 di €, una cifra enorme, tolte alla economia locale, mentre a Perugia le stesse opere sono state realizzate con i soldi della fiscalità generale fra cui le addizionali regionali che i ternani sono costretti a pagare.

L’assurdo degli errori fatti dal vecchio comitato è quello di aver fatto eleggere nelle uniche elezioni fin qui avvenute il sindacalista Contessa della CGIL ed i suoi amici di una parte della CNA senza far firmare neanche uno straccio di impegno scritto, con sanzioni in caso di inadempienza. Questi una volta eletti hanno tradito completamente le promesse fatte.

Di chi la colpa se non di Leo Venturi che oggi salta per convenienza a piè pari il fossato per aiutare il nemico ed avere in cambio uno strapuntino, svendendo 10 anni di battaglie sacrosante?

Neanche una parola sulla sentenza della Cassazione sbandierata da Contessa la cui poltrona è difesa prepotentemente da Di Girolamo e dalla Regione. La Cassazione non poteva non dare ragione a Contessa per la semplice ragione che la normativa voluta dalla Regione non è stata minimamente cambiata nella sostanza e la Cassazione, giustamente, non fa battaglie politiche ma applica la legge oggi in vigore. Mistificare quella sentenza come se la Tassa Tevere Nera deve essere mantenuta è solo volgare propaganda fatta con i soldi dei ternani usati contro gli stessi ternani.

Noi intendiamo stare dalla parte della gente e continuare a combattere, come abbiamo fatto in prima linea, sempre, fino a quando questa gravissima ingiustizia non cadrà.

Non ci interessano nè strapuntini nè promesse elettorali.

È per questo che invitiamo Paolo  Crescimbeni, a sostenere il comitato “VERGOGNA TEVERE NERA”, impegnandosi solennemente sul proprio onore, da oggi, come primo atto formale da Sindaco, ad inviare una lettera formale che apra finalmente la vertenza con la Regione contro quella ingiustizia, cosa che Di Girolamo non ha mai voluto fare, e, indossando la fascia tricolore portare con noi simbolicamente i bollettini da bruciare davanti a Palazzo Cesaroni, valutando persino la possibilità di una sorta di disobbedienza civile generalizzata.

Per questo invitiamo tutti coloro che sono costretti anche in questi giorni a pagarla, facendo anche  le file alla posta,  ad unirsi a noi per non arrendersi…… ed essere presi in giro per altri 10 anni!

Enrico Melasecche – consigliere comunale

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