No vendita quote Gesenu, interviene Cristina Rosetti M5S Perugia

Comune Perugia, Rosetti M5s: "Scoperto un debitore eccellente"
cristina rosetti

No vendita quote Gesenu, interviene Cristina Rosetti M5S Perugia

In seconda commissione, ieri mattina, in audizione la società Gesenu e l’Assessore al bilancio Bertinelli. Discussi i nostri due ordini del giorno su piano di ristrutturazione e vendita delle quote comunali di Gesenu e sulla vicenda di Viterbo ambiente, un raggruppamento di imprese composto da Gesenu e dalla società Cosp Tecno Service. Nel giugno 2015, la procura di Viterbo avviava indagini per gravi reati, quali frode in pubblica fornitura, falso, abuso d’ufficio e associazione a delinquere connessi ai servizi svolti dalla società nel Comune di Viterbo, indagando sui vertici della società.

Purtroppo, su questo ordine del giorno con cui chiediamo al Comune e alla Società di riferire non abbiamo avuto risposte esaurienti. Infatti, l’Amministratore delegato Gesenu, Gentile, che ha avuto mandato dal consiglio di amministrazione di seguire la vicenda non era presente in commissione.

Per la verità, l’AD, che è il rappresentante del socio privato di Gesenu, non ha mai ritenuto di presentarsi ad alcuna audizione fatta in questo anno e mezzo di consiliatura su Gesenu.

Il nostro ordine del giorno sul percorso di ristrutturazione aziendale e sulla contrarietà alla vendita delle quote Gesenu in mano al Comune di Perugia e contemplata come possibilità dal documento unitario di programmazione, che presentammo ben un anno fa, anteriormente all’adozione del piano industriale da parte di Gesenu, è ancora attualissimo, prevedendo che si riferisca sulla situazione patrimoniale e finanziaria della società (sono stati riscossi a settembre 40 dei 53 milioni di crediti siciliani vantati da Gesenu mentre continua il grave problema delle perdite in Egitto per circa 10-11 milioni di euro), che si vada alla rinegoziazione dei costi unitari del servizio, alla tariffa puntuale, che consentirebbe di scaricare sul Gestore il rischio delle morosità, che si agisca rapidamente, mettendo in atto misure di riduzione drastica della produzione di rifiuti e di riduzione significativa della tariffa. Sul piano aziendale, perché si proceda all’uscita dalle società in perdita, soprattutto da quelle internazionali, ad una seria riorganizzazione aziendale, utilizzando in termini di valutazione dell’efficienza e dei risultati raggiunti le realtà più virtuose, che si dichiari la contrarietà di questa Giunta alla vendita delle quote Gesenu. Su questo punto è stato d’accordo il Presidente Marconi.

UNA RIDUZIONE DEL COMUNE PRODURREBBE DANNI

Anche solamente pensare ad una riduzione della partecipazione del Comune in Gesenu, in questo momento e con le condizioni che regolano in rapporti di forza tra socio pubblico e privato e una convenzione che lega Comune di Perugia e Gesenu fino al 2025, non sarebbe solamente senza alcun senso sotto il profilo economico, ma produrrebbe danni enormi alla nostra comunità. Pertanto, rimaniamo fermi su questa contrarietà e ribadiamo che la presenza del socio privato in questi anni non ha dato alcun apporto significativo in termini di politiche sui rifiuti. Perugia è una realtà anomala nel panorama regionale e nazionale essendo l’unica città dove ad incrementi della raccolta differenziata non corrisponde una riduzione della tariffa, che ha continuato e continua ad aumentare.

BERTINELLI E’ LACONICO

Laconico l’intervento dell’Assessore Bertinelli che, come di consueto, non si sbilancia e non prende alcuna posizione sulle questioni sollevate, compresa la vendita delle quote della società, al di là della frase ricorrente in questa maggioranza: “stiamo monitorando”, a differenza, peraltro, del Presidente Marconi. L’Assessore non ha neppure risposto sulla nuova agenzia regionale d’ambito, su come il Comune si ponga nel nuovo contesto regionale, sia come Ente che come socio pubblico di Gesenu. Per noi la via maestra è chiara: commissione civica sulle politiche e gestione del servizio rifiuti nell’ambito del Comune di Perugia e necessità di studiare modalità e tempi per ripubblicizzare il servizio. Il privato in questi anni non ha dato nessuno degli apporti che potevano giustificare la sua presenza nella gestione di un servizio in cui se si fa profitto lo si fa sulla pelle dei cittadini, con gli incrementi tariffari e di questo i perugini sono stanchi!

No vendita quote Gesenu

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