No politica televisiva, Ricci, occuparsi di casette confortevoli per terremotati

con il terremoto non si scherza e soprattutto non lo si utilizza per la politica televisiva

No politica televisiva, Ricci, occuparsi di casette confortevoli per terremotati

No politica televisiva, Ricci, occuparsi di casette confortevoli per terremotati  PERUGIA – “Sul terremoto anziché fare politica televisiva occorre occuparsi di casette confortevoli, risorse certe e semplificazione”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) commentando i lavori dell’Assemblea legislativa di ieri quando “parlando di casette si è discusso sul nulla e si è confuso tutto”. Per Ricci “è il momento di dire le cose come stanno, perché con il terremoto non si scherza e soprattutto non lo si utilizza per la politica televisiva. Le casette di legno del terremoto 1997, come dimostra la relazione consegnata in Seconda commissione consiliare, non sono utilizzabili in quando smontarle, spostarle e rimontarle costerebbe come farne nuove.

E soprattutto fanno parte del patrimonio dei comuni che già le possono utilizzare per il loro piano di protezione civile. Quello che serve sono tre cose: subito casette confortevoli, comunque sollecitando sistemazioni alternative e l’utilizzo di strutture ricettive; risorse certe per la ricostruzione di case, attività, beni culturali e valorizzazione pari ad almeno 15 miliardi di euro per le quattro regioni del centro Italia, e procedure molto veloci di ricostruzione con auto certificazione e perizie giurate.

Il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) torna sui lavori dell’Assemblea legislativa dell’Umbria di ieri che si sono occupati di terremoto e casette. Per Ricci “anziché fare politica televisiva occorre far arrivare casette confortevoli, risorse certe e lavorare per la semplificazione”.

I moduli provvisori in arrivo devono essere più grandi, in quanto prevedono camere a tre letti in spazi di 15 metri quadrati, nonché bagni in comune”. “Anziché le scene televisive – conclude Ricci – sono questi i problemi da affrontare, come il fatto che i ponteggi sui beni culturali non sono stati fatti nei tempi utili, come denunciato da insigni personalità italiane e anche dagli enti ecclesiastici”.

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