Mezzo terremoto nel Centrodestra, Laffranco potrebbe candidarsi a Presidente della Regione

Perugina, Laffranco, Governo si impegni su sorti azienda e lavoratori

“Qualora il vertice nazionale di Forza Italia confermi l’intenzione suicida di escludere, come in altre Regioni, autorevoli esponenti umbri dalle liste regionali (“Fittiani” ndr), siamo pronti, forti di sollecitazioni provenienti da più parti, assieme a tanti amici, alla sfida.” Lo afferma il deputato umbro di Forza Italia, Pietro Laffranco
“Sarebbe l’atto finale di un suicidio politico perseguito con assurda ostinazione sin dalla chiusura del PDL.

Un anno – continua Laffranco – di Patto del Nazareno senza opposizione a Renzi che ha causato la perdita di tanti elettori che ci avevano votato per essere ci alternativi alla sinistra; assenza di iniziativa politica e di forti contraddizioni nei pochi contenuti espressi: Riforme si, riforme no; europa si europa no; selezione della classe dirigente senza vera partecipazione degli elettori, proseguita con gli “investiti” dal sovrano.”

“Abbiamo lavorato con impegno per costruire un’alternativa credibile per il Governo dell’Umbria, in coerenza con quanto fatto con le vittorie conseguite a Perugia e a Spoleto solo un anno fa – conclude Laffranco – ora auspichiamo che nessuno, perseguendo scopi diversi dalla vittoria sulla sinistra, impantani prima e distrugga poi il progetto. “

In soldoni significa che Pietro Laffranco, che si avvicinò a Forza Italia (senza mai entrare con tutti e due i piedi) al tempo della chiusura del Pdl, se dovesse mai vedere silurati gli uomini e le donne a sé vicini non esiterebbe un attimo a fare una lista propria e a candidarsi come Presidente della Regione dell’Umbria.

Raggiunto al telefono non le manda a dire, né a Palazzo Grazioli né a Claudio Ricci: “Se si dovesse procedere ad epurazioni – afferma deciso – questo rovinerebbe tutti i rapporti”. Alla domanda se, questa lesione potrebbe avere un riflesso anche sul futuro del sindaco di Perugia Andrea Romizi, dice di no. “Obiettivamente – afferma Laffranco – io non posso accettare che i miei candidati siano tolti. Sia dalla lita di Forza Italia sia da quella di Claudio Ricci”. Il parlamentare afferma che se “loro pensano di poter fare questa cosa è chiaro che io reagirò”.

Non dichiara, ovvio, palesemente che si candiderà come presidente della Regione, ma se sarà costretto prenderà in considerazione anche questa ipotesi. E, di certo, se si dovesse candidare non lo farà di sicuro appoggiando con una sua lista il candidato Claudio Ricci.

“Io ho lavorato per la candidatura del Sindaco di Assisi con grande impegno – spiega – ma anche lui si dovrà impegnare per avere accanto persone che portano voti”.

Il problema più grande, in ogni caso, resterebbe la decisione presa da Silvio Berlusconi di non volere, tra i candidati gli “aficionados” del suo antagonista Raffaele Fitto. Ed è lo stesso ex presidente della Puglia che avrebbe saputo della decisione del Presidente Berlusconi di epurare i fittiani.

“Se arriverà la smentita – spiega l’onorevole Pietro Laffranco – ne riparleremo, se no prenderò le mie decisioni”. Da quanto dice l’onnorevole Laffranco, Claudo Ricci avrebbe firmato un documento che lo vincola.

“Sì – afferma – un foglio dove si afferma che, sapendo già che non volevano inserire i miei, per candidare i consiglieri uscenti (Rocco Valentino per esempio) ci vuole l’avallo dei partiti. In sostanza me li togli da una parte e non me li metti dall’altra e io cosa dovrei fare? Un documento sottoscritto coi referenti dei partiti. Di questo accordo me ne ha pure parlato Ricci – ribadisce il parlamentare di Centrodestra – e io ho espresso subito le mie perplessità”. Con Ricci, quindi, Laffranco in quell’occasione si sarebbe lasciato con questo problema non risolto.

“Io – conclude l’onorevole – non vado mai per primo allo scontro, ma se sono costretto non mi tiro certo indietro e sono pronto a reagire”. Le decisioni di stare o non stare con Forza Italia, in sostanza come è giusto che sia, Laffranco le vuol prendere da solo e non certo su forzature di questo tipo.

Giorni di fuoco attendono il Centrodestra.

 

 

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