Marsciano, per il biodigestore di Olmeto è emergenza, ma nessuno interviene

Un anno fa, a fine aprile, in Regione si era tenuto un incontro tecnico finalizzato a illustrare i risultati della convenzione siglata

Marsciano, per il biodigestore di Olmeto è emergenza, ma nessuno interviene

Marsciano, per il biodigestore di Olmeto è emergenza, ma nessuno interviene
da Andrea Liberati -M5S Regione Umbria
L’impianto di digestione anaerobica di Olmeto (Marsciano) torna di nuovo sotto i riflettori. E non è un bello spettacolo. Emerge infatti una nota che fa il punto sullo stato tutt’altro esaltante in cui versa l’impianto, con pericoli ormai accertati per la salute umana. Si ripete più volte la parola ‘emergenza’.

Un anno fa, a fine aprile, in Regione si era tenuto un incontro tecnico finalizzato a illustrare i risultati della convenzione siglata tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia e il Comune di Marsciano, per la “Consulenza tecnico scientifica per la messa in sicurezza dell’impianto di digestione anaerobica di Olmeto”, valutando le attività successive e conseguenti.
Da tale incontro emerse la improcrastinabile necessità di mettere in sicurezza i tre silos in lamiera, “visto il loro contenuto e vista l’impossibilità di mettere in atto opere provvisionali di contenimento“. Così si legge nella nota allegata, a firma del Responsabile Ing. Francesco Zepparelli e del Sindaco Alfio Todini, inviata a Regione, ARPA, Provincia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, nonché a SIA S.p.A.
Il rischio evidente per la pubblica incolumità sarebbe legato:
– alla prossimità di danneggiamento in occasione di eventi sismici, attesi con un’intensità 3.7 volte superiori a quelli di progetto;
– alla vulnerabilità del contesto in cui insiste lo stesso (area destinata ad attività lavorative continuative, immediata vicinanza all’alveo del torrente Genna)”.
Un anno dopo questa analisi, nonostante il logoramento dell’impianto, con pericolo sanitario-ambientale dovuto a possibile fuoriuscita della frazione liquida contenuta nei digestori, nonostante l’urgenza di provvedere, nessuno interviene con atti concreti: il sindaco, pur sottoscrivendo la nota in cui ribadisce “l’urgenza”, non avrebbe paradossalmente ancora adottato quei provvedimenti contingibili di sua competenza, né sono note iniziative sul campo da parte di altri Enti, sebbene il tempo sia abbondantemente scaduto. La Regione pertanto dispieghi immediatamente i suoi poteri, surrogando l’inerzia delle Istituzioni e mettendo finalmente in sicurezza l’impianto.
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