Mariotti su incontro candidati con sindacati scuola a Perugia

All’Ipsia di Piscille si è tenuto un incontro tra i candidati alle elezioni regionali 2015 e i rappresentanti del personale della scuola di Cgil, Cisl, Url, Snals, e Gilda. Si è trattato di un’iniziativa informativa su posizioni e critiche riguardanti la riforma proposta al Parlamento dal Governo Renzi, sulla “Buona Scuola”, alla base dello sciopero generale del 5 maggio.

“Un confronto necessario – ha detto Manlio Mariotti, uno dei partecipanti all’incontro -, anche accompagnando l’iter parlamentare del provvedimento, perché una riforma strutturale e di sistema come quella della scuola ha bisogno dei massimi coinvolgimento e partecipazione. Soprattutto del complesso degli operatori scolastici che, insieme alle famiglie e agli studenti, dovranno concretamente attuare e interpretare la riforma”.

Per questo, di fronte ad un passaggio certamente complesso e necessario all’Italia, con il quale si cerca di rendere più adeguato e rispondente alle sfide e alle esigenze di oggi in nostro sistema educativo e formativo, «è fondamentale recuperare, da parte di tutti, le ragioni dell’ascolto e del dialogo – prosegue Mariotti – piuttosto che far prevalere quelle dello scontro ideologico. A partire da chi riveste i ruoli e le responsabilità maggiori!”

Del resto spazi e condizioni per modificare il testo iniziale del d.d.l., anche nella direzione segnata dalle Organizzazioni Sindacali, possono esserci.

“In questa direzione sembra andare l’annunciata decisione del Presidente del Consiglio di stralciare l’art 8 del disegno di legge, quello che dispone le assunzioni degli insegnanti, per trasformarlo in decreto in modo tale da renderne attuabili le disposizioni per l’inizio del prossimo anno scolastico” sostiene Mariotti.

“Nello stesso senso – prosegue – si muovono gli emendamenti approvati in avvio di discussione in Commissione Parlamentare per quanto riguarda l’esercizio dei poteri del preside nel rispetto delle competenze degli organi collegiali e in collaborazione con il consiglio di istituto e del collegio dei docenti. Incoraggiante è anche le volontà manifestate dalla maggioranza di Governo di trovare una soluzione al problema dei 6mila docenti idonei e non vincitori del concorso 2012 e dei supplenti, cosiddetti, di lungo corso. Tutto ciò dimostra che l’impianto originario della riforma può e deve essere migliorato e che per poterlo fare occorre un ulteriore sforzo per allargare il consenso nel Parlamento e nella società”.

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