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Marini mette sordina all’Assemblea. Liberati, che si riduca stipendio consiglieri!

M5S: "La prossima settimana chiederemo allora che l'Aula ponga subito all'ordine del giorno la nostra proposta di legge"

Approvato dall'Assemblea Legislativa il rendiconto delle Regione Umbria 2016
sala consiglio

Marini mette sordina all’Assemblea. Liberati, che si riduca stipendio consiglieri!

Se Catiuscia Marini intende mettere la sordina all’Assemblea legislativa, è bene che si dica chiaramente: non è possibile che i consiglieri regionali umbri accettino supinamente i diktat della nuova ‘zarina’ umbra, la presidente più globetrotterdi sempre.

Né è sostenibile che, a fronte di stipendi anche superiori a 9.000 euro/mese, molti eletti andranno a lavorare la metà di prima: il Movimento 5 Stelle solleva pertanto un’autentica questione morale, ricordando come diverse settimane fa fummo facili profeti nel prevedere un drastico ridimensionamento politico dell’Aula, la cui sudditanza nei confronti della Giunta è a questo punto certificata.

M5S l’aveva già detto

Ribadiamo quanto da noi detto all’epoca: troppi consiglieri assistono pigramente a questa sorte di morte lenta, credendo di esserne immuni: eppure il piano è ormai già pericolosamente inclinato e la direzione è chiarissima. E ‘a livella, quella politica s’intende, non sembra affatto lontana.
Non bastava quindi una legge elettorale che ha già gravemente mutilato le opposizioni, visto che il nostro 15% è valso appena due consiglieri contro gli 11 o forse 12 di un PD che pure ha poco più del doppio dei nostri voti: adesso la Marini applica ben più callidi metodi per silenziarci, riducendo l’Assemblea a passacarte.
La prossima settimana chiederemo allora che l’Aula ponga subito all’ordine del giorno la nostra proposta di legge per la riduzione di stipendi e prebende ai consiglieri regionali, iniziativa presentata mesi fa e non sorprendentemente finita nei polverosi cassetti del Palazzo.
Basta. Basta con un’Umbria dove il tempo si è fermato, dove l’immobilismo regna sovrano, dove una moribonda cappa politico-giudiziaria pretende di poter bloccare sine limite la libera vita dei cittadini, dei giovani, delle famiglie, delle imprese, tutti ingessati dentro una realtà apparentemente immutabile e inquadrata: le pigre caste dell’Umbria si tengano questa loro morte lenta, questi loro cuori a forma di salvadanai. Caste che, se avessero un empito di dignità e coraggio, dovrebbero chiudere direttamente il proprio modesto spettacolino, serrando baracca e burattini. Per lasciarci finalmente ricostruire in pace l’Italia
andrea liberati – M5S Regione Umbria

Marini mette sordina

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