Marini a Perugia con Renzi: noi siamo i costruttori. Vi potete fidare, vogliamo un’Umbria più forte

PERUGIA – “Noi siamo i costruttori, quelli che vogliono affrontare i problemi. Voglio lavorare per l’Umbria del domani, perché dopo il 31 maggio abbiamo 5 anni davanti a noi. E prima di tutto l’impegno sarà per permettere ai giovani di avere autonomia e indipendenza”. “Gli altri che sono scesi in campo hanno dato un messaggio di distruzione. Noi, al contrario, siamo quelli che vogliono costruire”. “Di noi, di me vi potete fidare, per la passione e la capacità che metteremo ancora nell’attuare un progetto di governo. Non siamo quelli che dividono l’Umbria, ma quelli che vogliono l’Umbria di tutti, un’Umbria piu forte”. Un discorso vibrante e deciso, pronunciato da Catiuscia Marini all’apice della campagna elettorale. Al Teatro Pavone di Perugia, la presidente della Regione Umbria, candidata ad un secondo mandato per la coalizione di centrosinistra, è intervenuta di fronte ad una folta platea, al fianco del presidente del Consiglio dei ministri e segretario nazionale del Partito democratico, Matteo Renzi, arrivato a Perugia per sostenerla, ed al segretario regionale del Pd e capolista del partito per il consiglio regionale, Giacomo Leonelli. “Questa vostra terra – ha detto Renzi – è stata ben governata.

E qui vogliamo continuare a governare altri cinque anni”. “Se faremo un buon lavoro lunedì non saremo solo alla guida dell’Umbria, ma alla guida di una grande regione, perché è piccola nei numeri, ma grande come forza”. Nel proprio intervento, Catiuscia Marini ha parlato di un’Umbria che “ha attraversato crisi e sofferenze, ma in questi mesi – ha detto – ho incintrato imprenditori coraggiosi e giovani creativi che vogliono mettersi al servizio della regione. Che ci chiedono ‘dateci lo spazio di affermarci’. E noi sappiamo di essere capaci di sostenere la ripartenza, accompagnando le imprese a fare più ricerca, innovazione, più internazionalizzazione ed export. Noi sappiano che possiamo farcela anche per la capacità che abbiamo dimostrato, in una gestione rigorosa”. “Abbiamo raccolto la sfida del rigore come amministratori pubblici” e “non abbiamo mai fatto vergognare gli umbri della loro classe politica, con scandali nell’amministrazione delle risorse pubbliche”.

Al contempo “abbiamo affrontato riforme difficili e complesse, nel funzionamento della macchina regionale, nei trasporti e nella sanità”. “Mi sento – ha detto la presidente Marini – di dare un messaggio. Non possiamo permettere che in questa bella Umbria, fatta di gente responsabile, qualcuno venga a lucrare sulle difficoltà in favore della propria campagna elettorale. Dopo il 31 maggio a questi non interesserà nulla delle sorti della nostra regione”. “Grazie – ha detto la presidente Marini rivolgendosi al premier Renzi – di esse qui. Perché abbiamo bisogno del Governo nazionale, per affrontare sfide che presentano ancora difficoltà complesse. Per le grandi industrie, come le acciaierie, la Nestlè-Perugina, la ex Merloni. Ma anche per le medie imprese, che vogliono creare innovazione, fare ricerca, affrontare i mercati esteri e la sfida dell’internazionalizzazione, per crescere nel fatturato e creare lavoro”.

“E poi voglio mandare un messaggio – ha detto ancora la candidata presidente – ai ragazzi e alle ragazze più giovani, per il mandato che si apre, se avremo il consenso, affronteremo con decisione il tema della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza di una giovane generazione, di 20enni e 30enni che hanno voglia di rischiare e rimettersi in gioco”. “In queste settimane – ha continuato Marini parlando del suo viaggio elettorale che ha attraversato l’Umbria – ho incontrato tante industrie innovative, tanti giovani che ci chiedono di osare, di andare avanti senza paura. Nel cambimento, nelle riforme, con la fiducia in loro che gli permetta di andare avanti”.

“Quello che stai facendo è un percorso di riforme importante – si è poi rivolta al premier, in merito alle misure su fisco e lavoro per le imprese – per beneficiare dell’apertura dell’Italia al mondo”. “Sono venuto oggi in Umbria ad aprire la campagna elettorale. È come se iniziasse oggi, perché in questi cinque giorni si decidono i prossimi cinque anni”, ha detto il presidente del Consiglio Renzi, usando un’immagine per fare un parallelo col Partito democratico: “Una grande squadra anche quando vince ha ancora fame di vittoria”. Il premier ha poi definito l’Umbria “una terra bellissima, alla quale l’Italia vuole bene”.

“Non solo è al centro geografico dell’Italia – ha continuato – ma ha le carattestiche per essere anche al centro della ripartenza del Paese che, come questa regione, non dobbiamo lasciare nelle mani di chi sa solo strillare e a chi spera che tutto vada male”. Matteo Renzi, che ha parlato di quella ricetta in tre parole che sta mettendo in atto il Pd. In tre “elle”: “Legalità, lavoro, leggerezza”. “Abbiamo nel mercato globale una grande opportunità in Umbria.

Questa gente chiede prodotti manufatturieri che non siano omologati e omogeneizzati, ma di una qualità che chi può fornire se non noi?”, ha continuato Renzi, per poi rivolgere un elogio al progetto aziendale di Brunello Cucinelli, seduto in prima fila. “Avevo 20 anni – ha detto Renzi, ricordando quando da capo scout arrivò in Umbria per il sisma del ’97 – ed ero arrivato qui per il terremoto. Sentivo l’affetto vero per la vostra terra, che è un gioiellino, e sentivo come fosse un pezzo di cuore per ciascun italiano. Dovete essere degni di questa bellezza, poiché il racconto che esce da qui è valido per tutta l’Italia”. Il presidente del Consiglio ha anche ricordato la vicenda dell’Ast di Terni. “Con Catiuscia – ha ricordato – ci siamo sentiti anche di notte sulla vicenda dell’Ast. Una vicenda che continueremo a seguire, affinché tutti gli accordi vengano rispettati, e continueremo a lavorare perché la città di Terni, che è molto legata alle sue acciaierie, possa vedere andare avanti il percorso industriale che abbiamo immaginato”.

In chiusura, rimarcando il concetto della centralità degli ultimi cinque giorni prima del voto, ha indicato quelle che ha chiamato “le istruzioni per l’uso”: “Bisogna lavorare: prendete il telefonino, scorrere la rubrica nome per nome e cercare le persone per convincerle a votare noi. Andate in casa da quelli che stanno solo davanti alla tv o ai social network, parlateci, perché adesso le persone hanno bosogno di parlare, magari hanno bisogno di una stretta di mano, di guardare un’altra persona negli occhi. La partita si gioca da qui a domenica, non lasciamo niente al caso”. “Dite – ha concluso il premier – che c’è un popolo che insieme cerca di volere bene al’Umbria. Questo popolo è il Pd”.

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