Manlio Mariotti (Pd): “I giovani partigiani di oggi per un futuro migliore”

Il 25 aprile si celebrano i 70 anni dalla Liberazione dell’Italia dal regime nazifascista. In moltissime città dell’Umbria, a partire da Umbertide e l’Alto Tevere, istituzioni locali e associazioni organizzano iniziative per ricordare questo passaggio fondamentale della storia democratica dell’Italia e i caduti di una guerra che solo in Umbria sono 400. Non uno scontro ideologico, ma una celebrazione di tutti, un confronto su principi universali validi nell’esistenza di ciascuno: la pace, la libertà, la giustizia sociale, la democrazia e la speranza di un futuro migliore.

L’anniversario è anche un momento per lanciare degli allarmi, spunti di riflessione per i giovani che oggi – a distanza di 70 anni – faticano a identificarsi pienamente nei valori della Resistenza: primo tra tutti la pericolosità dei nuovi fascismi che, senza spirito critico, operano un revisionismo pericoloso, lanciando e rilanciando forme di fanatismo inaccettabili, volte, 70 anni fa come oggi, a negare con la violenza e il sopruso i diritti fondamentali degli individui, privandoli dei principi basilari della democrazia. Intolleranze razziali e religiose, violenza di genere e omofobia, bullismo e cyberbullismo, traffico di esseri umani, illegalità e corruzione, sono le minacce di oggi.  

E contro queste forme di violenza c’è bisogno di una nuova Resistenza, capace di opporsi e contestare tutto ciò che in modo più o meno esplicito continua a impedire il pieno e consapevole esercizio delle libertà individuali e collettive, e ad esercitare terribili totalitarismi che, se oggi non rappresentano più forme di governo, si configurano come sistemi di pensiero sempre più pericolosamente condivisi e diffusi. L’illegalità e il malaffare che inghiottono il Paese, inoltre, sono frutto di una pericolosa cultura dell’indifferenza che niente ha a che fare con lo spirito di coesione e l’assunzione di responsabilità di chi allora ha lottato per un futuro migliore.

Su questi terreni accidentati abbiamo davvero bisogno della memoria, riattualizzando con forza i valori, i principi, l’impegno e il sacrificio che guidarono i partigiani, per fare delle nuove generazioni i partigiani di oggi, a difesa e consolidamento della democrazia, conquistata 70 anni fa a caro prezzo.

La Resistenza è iniziata dopo l’8 settembre 1943 e non dovrebbe mai finire.

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