Mancata fusione, parlano i sindaci coinvolti

sindaciAll’indomani del verdetto offerto dal referendum per la fusione dei cinque comuni dell’alto orvietano, che ha sancito un no, i primi cittadini dei comuni coinvolti commentano i risultati.

Per Tarparelli, sindaco di Parrano,  “La vittoria del no è netta ma non risolve i problemi che avevano segnalato, né cambia di segno alle difficili prospettive di questi territori. L’idea di tornare a programmare un percorso condiviso e solidale di sviluppo con un nuovo comune resta comunque centrale. Si tratta ora di capire il progetto che dovremmo mettere in campo per rispondere agli obblighi imposti dalle nuove normative, funzioni associate o unione dei servizi, e per dare una prospettiva non effimera a chi abita questi territori. Il referendum ha attivato una forte passione civica e politica. E questo è un segnale estremamente positivo. Dai tanti giovani protagonisti dei vari comitati potrebbe rinascere un dialogo costruttivo e nuove soluzioni così da combinare efficienza dei servizi, solidarietà e tenuta degli equilibri socio-economici e demografici”.

Terzino, sindaco di Fabro, dichiara “rispetto assoluto per la volontà popolare, si trattava di un progetto innovativo e pilota per l’Umbria. Il risultato non è ovviamente quello che ci attendevamo, almeno non con questi numeri. Ha vinto l’attaccamento al campanile. Tra le ipotesi che stiamo valutando ora c’è quella della fusione per incorporazione, ma l’ultima parola spetta alla Regione. L’esperienza referendaria si chiude qui. Adesso c’è da lavorare all’organizzazione delle liste per le amministrative e, per  quanto mi riguarda, sono pronto alla candidatura”.

E Ricci, sindaco di Montegabbione, ha commentato: “Si è votato  un referendum non solo istituzionale ma anche sociale ed economico. L’argomento potrebbe essere trattato nella prossima legge di stabilità, questa  volta non più come autoriforma, ma come una disposizione normativa. Sebbene abbia vinto il no, le posizioni dei comitati nati in opposizione alla fusione, vanno distinte tra quelle fuorvianti e quelle che meritano di essere prese in considerazione. Fra queste, la posizione non pregiudiziale alla fusione. Per quanto riguarda le amministrative, il fatto che a Montegabbione abbia prevalso il no non implica che il mio percorso debba finire qui”.

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