Magistrato Rana, abbandonato due volte dallo Stato

L’aggressione risale allo scorso 25 settembre e prese di mira anche la giudice Francesca Altrui

Magistrato Rana, abbandonato due volte dallo Stato

Magistrato Rana, abbandonato due volte dallo Stato

TERNI – Decurtato lo stipendio a Umberto Rana, il giudice accoltellato in tribunale da Roberto Ferracci, albergatore di Spello. Una vicenda che ha suscitato la reazione del presidente dell’Anm, Eugenio Albamonte. “Quanto è accaduto al magistrato Umberto Rana è paradossale – dice Albamonte – al collega è stato decurtato lo stipendio, come avviene nei casi di malattia per la nostra categoria, per l’assenza dall’attività lavorativa nei giorni seguenti all’accoltellamento. Oltre al danno, la beffa.  In questa legislatura – ricorda il leader del sindacato delle toghe – in Parlamento era stato presentato un disegno di legge, a prima firma del senatore Falanga, per armonizzare il trattamento economico previsto per i casi di congedo straordinario e per l’aspettativa per l’infermità dei magistrati. Ci auguriamo che il prossimo Parlamento lo prenda in considerazione”.

L’aggressione risale allo scorso 25 settembre e prese di mira anche la giudice Francesca Altrui. Per l’aggressore la richiesta di giudizio immediato per tentato omicidio.

I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) commentano le notizie sul magistrato Umberto Rana riportate dalla stampa definendolo “un autentico giudice-eroe, abbandonato due volte dallo Stato, che prima lo ha lasciato indifeso e poi gli ha decurtato lo stipendio per l’assenza dal lavoro conseguente all’accoltellamento subito”. Liberati e Carbonari, unitamente all’eurodeputata Laura Agea, rimarcano “le lungaggini burocratiche talmente assurde da rendere lui e gli altri giudici e funzionari del tutto indifesi all’interno del Tribunale Civile di Perugia”.

Ed evidenziano che “lo Stato italiano, anziché premiare il valoroso gesto compiuto dal dottor Rana che, grazie al suo sangue freddo, in quella folle mattina di settembre salvò da morte certa un altro giudice donna, ha già dimenticato tutto, come, purtroppo, già accaduto ad altri in passato. Il M5S esprime ancora una volta viva solidarietà al magistrato e ai suoi colleghi, nell’auspicio di poter presto contribuire a rimuovere certe gravissime storture”.

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