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M5S Perugia, “Il bollino blu”, un balzello passato quasi inosservato

Movimento Cinque Stelle
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PERUGIA – Di cosa parliamo? Dei 10 euro minimo che ogni proprietario di un impianto termico deve pagare per poter autocertificare che la sua caldaia è in regola con le norme. Il problema non sono i pochi euro da sborsare – che pure di questi tempi hanno il loro peso – ma il comportamento dei nostri amministratori che non perdono occasione per battere cassa.

Andiamo con ordine. Il D.P.R. 412/1993 prevede che Comuni e Province debbano predisporre il controllo degli impianti termici (caldaie) e che il conduttore ne debba sostenere i costi. Non è però previsto che l’Ente locale possa anche lucrarci così come, invece, ha fatto il Comune di Perugia!!
I nostri amministratori hanno indetto una gara per dare in concessione il servizio di controllo e, per fare cassa, hanno fissato il corrispettivo dei servizi ad una cifra più che appetibile. Ed ecco che le offerte hanno superato di quasi quattro volte la base d’asta consentendo al Comune di incamerare 355.000 euro, ponendo a carico dei cittadini la spesa di ben 3.089.000 euro (delibera 115/12). Se qualcuno avesse ancora dubbi, sappia che l’intento lucrativo è dichiarato dagli amministratori stessi che nella delibera n. 85/12 hanno affermato di voler “ottenere maggiori risorse finanziarie a disposizione del Comune” ed hanno aggiunto che l’intento è di “reinvestire sull’attività di controllo”.
Quest’ultima ha il sapore della beffa, visto che i controlli li paghiamo noi.

Un ultimo dato conferma inequivocabilmente quanto abbiamo fin qui affermato. La ITAGAS, società che si è aggiudicata la gara per il controllo delle caldaie a Perugia, ha vinto anche le identiche gare al Comune di Roma ed alla Provincia di Venezia. In tali casi il costo del bollino è stato, rispettivamente, di 5,54 e 7,20 euro!!
Crediamo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

Se poi dovessimo dimenticare di pagare il balzello al Comune, anche se la nostra caldaia rispetta i parametri fissati dalla legge, riceveremo la visita dei “tecnici” della ITAGAS che ci spilleranno altri 100 euro per controllare quello che già sanno, e cioè che non abbiamo versato l’obolo. E’ una sanzione? Assolutamente no. Oltre ai 100 euro dovremo pagare una sanzione che va dai 500 ai 3.000 euro. Per completezza di informazione, c’è ancora da dire che la visita della ITAGAS costa 90 euro a Roma e 68 euro a Venezia. Possiamo vantare il record della furbizia.
Fin qui ci siamo riferiti al Comune di Perugia. Gli altri Comuni con meno di 40.000 abitanti sono invece affidati alle cure dell’ente Provincia, e non se la passano meglio.

Nel 1997 la Provincia di Perugia costituisce la SpA “Agenzia per l’Energia e l’Ambiente” alla quale partecipa anche il nostro Comune. La società è costantemente in perdita fino al 30.06.2011, momento in cui si trasforma in Srl e l’oggetto sociale viene modificato in modo da potere avviare l’attività di controllo degli impianti termici. Il Comune di Perugia decide di uscire dalla società e da quel momento la AEA inizia a produrre utili. In due anni con la nuova attività, fattura circa 1.100.000 euro e consegue un utile lordo di esercizio di circa 600.000 euro. In che modo? Facendo pagare il bollino blu ben 12 euro!!

Facciamo due conti. Non serve essere fini economisti per capire che, se i nostri amministratori non fossero stati così famelici, avrebbero potuto fissare il costo del bollino a poco più di 6 euro, garantendo comunque un 10% di utile per la copertura del rischio d’impresa. Dove finiranno questi soldi? In un aumento di stipendio ai dirigenti o in qualche consulenza esterna? Ultima chicca. Con il DPR 16 aprile 2013, n. 74 la cadenza dei controlli per l’efficienza delle caldaie (controllo fumi) passa da 2 a 4 anni ma non ci risulta che il Comune o la Provincia abbiano fatto nulla per avvertire i cittadini e, comunque, il pagamento della tassa (chiamiamola con il proprio nome) continuerà ad essere biennale.

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