M5S: Giunta Marini e trasporto pubblico: fallimento completo

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Mentre il 7 Marzo 2015 al teatro Lyrik di S. Maria degli Angeli il PD metteva in scena la “Leopolda in salsa umbra” per costruire in un solo giorno il programma elettorale dei prossimi cinque anni, attivisti del Movimento 5 Stelle di Perugia erano ad Umbertide a fotografare (vedasi foto allegate) uno dei vari scandali del settore trasporti della Regione Umbria; ossia tre dei quattro elettro-treni “Pinturicchio”, acquistati nel 2008 per 18 milioni di euro, inutilizzati da anni.

Cosa ancora più assurda se si pensa che treni degli anni ‘50 con motore a gasolio, obsoleti ed inquinanti, a tutt’oggi percorrono l’Umbria per la sua lunghezza, mentre questi treni, praticamente nuovi, con motore elettrico, giacciono abbandonati alle intemperie. Due treni sono fermi mentre il terzo è in attesa di ricambi causa “cannibalizzazione” dei pezzi di ricambio.

I treni in questione sono progettati per raggiungere una velocità massima di 150 Km/h, ben al di sopra dei limiti strutturali dei binari regionali a 90 Km/h. Funzionano ad energia elettrica ma la rete è stata elettrificata solo per una parte ed allo stato attuale non sarebbe comunque in grado di fornire la tensione sufficiente al funzionamento di convogli che, per il loro peso, non potrebbero superare la pendenza del tratto Ponte S. Giovanni – Perugia (peraltro non del tutto elettrificato).

Ad oggi quindi sulla linea ferroviaria ex FCU circolerebbero soltanto motrici alimentate a gasolio, mentre il treno elettrico “Pinturicchio” potrebbe circolare solo sulla rete delle Ferrovie dello Stato.

A ciò si aggiunge che i lavori per la nuova stazione di Ponte S. Giovanni, dal costo di cinque milioni di euro, non potenzieranno lo scalo ma ridurranno il numero di binari da 6 a 5.
La frequenza dei treni che potrebbero coprire la tratta verso Perugia è di un treno ogni 8/10 minuti, ma non ci sono corse perché, in tali condizioni, manca l’utenza interessata. Inoltre lungo il percorso giace oltre 1 Km/h di binari, che sono stati raddoppiati ma senza essere collegati alla rete: ulteriori 6 milioni di euro spesi senza risultati.

Alcuni interrogativi sorgono anche per questioni legate al mancato utilizzo di un sistema di gestione automatica delle sottostazioni elettriche (costato 500 mila euro), delle macchinette obliteratrici per la “comunità tariffaria”, abbandonate in un deposito ed al sistema degli appalti, che in gran parte sarebbero stati vinti dalla stessa società campana che, dopo un iniziale ribasso di oltre il 30%, avrebbe richiesto forti adeguamenti per varianti in corso d’opera.

In definitiva la Regione Umbria avrebbe investito nello sviluppo della ex FCU (Ferrovia Centrale Umbra) molte decine di milioni di euro senza però riuscire a dotarsi di un sistema di trasporto su ferro efficiente.

Così l’istituzione Regione Umbria affronta la mobilità regionale ed inter-regionale. D’altronde la società Umbria Mobilità, carica di debiti, derivanti da una gestione dissennata, è stata venduta (o svenduta?) alla società BusItalia del gruppo Ferrovie dello Stato, lasciando però un debito di decine e decine di milioni di euro sulle spalle e sul futuro dei Cittadini umbri.
A fronte di tali “successi” la dirigenza del settore trasporti della Regione Umbria, affidata al sig. Diego Zurli (alla voce “Trattamento economico annuo lordo dei direttori e coordinatori regionali”), ha percepito la somma di € 127.222,42 tra emolumenti e premi relativi ai risultati dell’anno 2013.

Di poco inferiori le spettanze percepite dal sig. Leonardo Arcaleni nel settore “Infrastrutture per la Mobilità” che nell’anno 2014 ha ricevuto la somma di € 95.727,18, incluso il premio relativo all’anno 2013, per aver conseguito gli obbiettivi di € 10.791,00 ed il sig. Maurizio Angelici (Trasporti) con € 87.926,11 nel 2014 incluso il premio relativo al raggiungimento degli obbiettivi del 2013 di € 10.791,00.

Viene da chiedersi di quali obbiettivi stiamo parlando dato che la Giunta Marini negli ultimi cinque anni non è stata in grado di varare il nuovo Piano Regionale dei Trasporti ed ha rinviato per l’ennesima volta la gara per l’affidamento dei servizi.

Il Movimento 5 Stelle chiederà conto all’uscente assessore regionale ai trasporti Silvano Rometti dello stato comatoso del servizio di trasporto su treno, (nonostante una spesa arrivata a 120 milioni di euro durante la sua gestione), mentre dovrebbe essere, come scritto nella prima stesura del Piano Regionale dei Trasporti, il cardine del sistema di trasporto pubblico locale.
Il Movimento 5 Stelle Umbria, si impegna con i Cittadini a trovare i responsabili di eventuali sprechi e disservizi, denunciando eventuali malefatte e, nel contempo, a migliorare finalmente sul serio la circolazione regionale su treno.

Ed infatti, per iniziare, è stato presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti sulla valutazione delle quote del capitale di Umbria Mobilità per la successiva vendita a BusItalia, società del gruppo Ferrovie dello Stato.

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