Ludopatia, Brutti, “E adesso passare all’azione”

Ludopatia

“Con la proposta di legge sul gioco d’azzardo la Regione Umbria ha fatto quanto le era possibile, accogliendo in larga parte le sollecitazioni avanzate dalla società civile e da Libera in particolare. Ora spetta allo Stato fornire strumenti efficaci per contrastare con la massima severità questa piaga, che ha effetti devastanti su tutti i fronti, da quello sanitario a quello economico, legale e sociale”.

È quanto dichiara Paolo Brutti, presidente della Commissione d’inchiesta contro la criminalità organizzata e le dipendenze, dopo l’approvazione in Terza Commissione della proposta di legge sulla ‘Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico’ (http://goo.gl/seQUxW [1]).

“Esprimo soddisfazione – prosegue Brutti – per la conclusione di un percorso non facile, partito anni fa e costretto a un riallineamento di fronte alla rapida degenerazione del fenomeno.

Ora è necessario che le indicazioni presenti nel testo di legge, prima fra tutte l’introduzione obbligatoria della tessera sanitaria nelle slot machine, siano approvate e messe in pratica con determinazione, punendo con il massimo della pena qualsiasi violazione.

Occorre ricordare che ai tre milioni di euro spesi al giorno in Umbria, certificati dai Monopoli, ne vanno aggiunti quasi il doppio derivanti dal gioco on line, da quello clandestino e dalle scommesse.

Moltiplicando il tutto per trecento giorni l’anno si può comprendere su quale patrimonio le mafie affondino le mani, intercettando e riciclando a man bassa. Considerando poi che l’Umbria costituisce un’ottantesima parte della popolazione italiana, si può capire ancora meglio di cosa stiamo parlando”.

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