Lorena Pesaresi (PD): «Le donne non sono “ruote di scorta”»

Donatella Porzi eletta in Consiglio regionale è arrivata Prima con il maggior numero di preferenze raggiunte (8675) nel PD e tra tutti gli schieramenti. Un risultato mai registrato per una Consigliera donna

Due incarichi internazionali a Presidente Porzi
Donatella Porzi
Lorena PESARESI
L’Assessore Pesaresi

da Lorena Pesaresi
Donatella Porzi eletta in Consiglio regionale è arrivata Prima con il maggior numero di preferenze raggiunte (8675) nel PD e tra tutti gli schieramenti. Un risultato mai registrato per una Consigliera donna, nella storia politica di questa regione. Un risultato incontrovertibile, non discutibile e dunque non raggirabile in quanto non può che essere lei – Donatella Porzi – la candidata naturale alla Presidenza del Consiglio regionale. E’ una questione di giustizia, di riconoscimento, di eticità, di coerenza e di rispetto verso gli elettori. Diritto di cittadinanza, democrazia paritaria ed equilibro di genere, si esprimono così perché significano prima di tutto poter esercitare il diritto alla rappresentanza femminile nei luoghi e nei ruoli apicali delle istituzioni e della politica, dove le donne sono sottorappresentate. Sono appena rientrata a Perugia dall’EXPO a Milano “Nutrire il Pianeta” e ho ritrovato il solito clima politico asfissiante per le solite beghe interne al PD che, anche per i più appassionati alla politica come me, sono ormai disgustose, direi insignificanti per chi ci ascolta e soprattutto per le tantissime persone che non sono andate a votare o che non ci votano più anche per questi motivi. Forse prima bisogna imparare a “nutrire” una “sana” politica come esercizio del potere collettivo e non individuale, come unica via per recuperare sintonia con le persone, uomini, donne, giovani, anziani, disoccupati, i disperati della terra…..

Un’ecologia della politica dalla quale dipendono le sorti del Pianeta, la qualità della vita, la qualità delle città che cambiano e il futuro delle generazioni presenti e di quelle che verranno… Imparare di più dalla gente, ascoltare la loro rabbia, le proprie contraddizioni, le loro-nostre povertà…significa pensare per chi fa politica che dentro di noi devono esistere solo soluzioni e non problemi su problemi. Ma insomma anche per la nomina del Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria OPS!!!! della Presidente Donatella Porzi, è così difficile trovare la quadra? E’ così complicato riconoscerle la valenza politica e in tempi rapidi, visto che oltre tutto è anche al primo mandato in Regione? Questo non è rinnovamento? Oppure si pensa ancora che le donne debbano avere un ruolo solo all’occorrenza? Noi non siamo ruote di scorta …

Qualcuno si è accorto che sono state elette (paradossalmente) solo due donne in Consiglio regionale su venti consiglieri, rispetto alle quattro della precedente legislatura?. Ma il mio PD, il suo gruppo dirigente quanto può continuare a predicare (e normare) bene e a razzolare male?. Per partorire questa legge elettorale regionale (parità di genere, doppia preferenza, collegio unico…) il Consiglio ha impiegato cinque anni con risultati, pressoché precostituiti, e con molti dubbi ancora legati alla cultura del vero rinnovamento, della discontinuità, rappresentatività e governabilità… Basta per favore con la politica di facciata! E mi domando se il primo degli eletti PD in Consiglio regionale, nello scenario posto, fosse stato un uomo sarebbe stata la stessa cosa per la scelta del Presidente? Credo proprio di NO anche se Guasticchi è al suo 5° mandato amministrativo (ormai a vita) e Brega al suo 3° mandato in Regione grazie alla deroga concessa dal PD. Altri ambiscono ancora nonostante tutto. Nonostante Guasticchi sia anche membro della Direzione nazionale PD, ma questa persona quanti ruoli vuole “acchiappare”? E ancora se l’Umbria avesse avuto la certezza di un eletto al Parlamento europeo, il PD avrebbe ugualmente pensato di candidare, l’anno scorso, una figura politica come la sottoscritta? Credo proprio di NO perché sarebbero scattate ben altre logiche ancora…. Questo è il cambiamento di cultura del più grande partito riformista italiano e del Socialismo progressista europeo?

Può sembrare banale o scontato quello che dico, ma scorrendo le notizie più convulse e confuse anche di questi giorni sui soliti tira e molla, lotte feudali, chi sale e chi scende per la Presidenza del Consiglio e delle Commissioni, vorrei che la prima regola di un partito che voglia dimostrarsi democratico, credibile, trasparente, coerente e riconoscibile nella società civile, sia quella di agire nel rispetto della volontà degli elettori mettendo le persone giuste e competenti al posto giusto e nel dare il giusto ruolo alle donne che lo meritano. Non ho ovviamente la pretesa di dettare la linea ma ritengo che Donatella Porzi risponda a questo requisito. Non si tratta di rivendicare quote “rosa” semplicemente: l’elezione di tante donne nelle aule parlamentari, senza precedenti nella storia repubblicana, è un successo legato alle loro capacità individuali, ma soprattutto ad un grande risultato politico delle donne. Del resto quella che noi chiamiamo Democrazia Paritaria è di fatto un concetto chiave per superare la crisi democratica in questo Paese, perché un sistema politico in cui metà della popolazione viene tenuta ai margini non può dirsi compiutamente democratico. L’Umbria con la sua Presidente Marini è chiamata a fare la sua parte.

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