Lorena Pesaresi, Parliamone con l’associazione il Coraggio della Paura

la donna vittima di maltrattamenti gravi in famiglia e in presenza dei figli

Lorena Pesaresi, Parliamone con l'associazione il Coraggio della Paura
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Lorena Pesaresi, Parliamone con l’associazione il Coraggio della Paura

da Lorena Pesaresi 
Oggi a Perugia sono intervenuta a “Parliamone” con “l’associazione il Coraggio della Paura”, con tantissimi cittadini presenti.

Il mio intervento:
– “La violenza contro le donne non è un tema solo delle donne ma prima di tutto degli uomini. Sono gli uomini a doversi interrogare su come mai altri uomini che sono nella vita persone normali e quasi sempre insospettabili, diventano capaci di produrre violenze così inaudite sulle donne. Se gli uomini non fanno questa fatica e non si assumono questa responsabilità le cose non potranno cambiare.

Gli uomini (e non solo le donne) impegnati nelle istituzioni devono dare il buon esempio. Devono avviare questa riflessione chiamando in campo in modo esplicito la responsabilità maschile e proponendosi essi stessi di diventare protagonisti di una nuova cultura maschile che superi la concezione proprietaria della donna per costruire relazioni di vero e profondo scambio umano e culturale di riconoscimento della bellezza della reciproca differenza e di una reale parità.
Gli uomini delle istituzioni devono porre ogni giorno al centro della loro agenda politica e dei loro discorsi pubblici la lotta contro la violenza sulle donne e devono impegnarsi affinché nelle scuole ci sia una reale educazione alla sessualità ed alla relazione tra i sessi per costruire una nuova #grammatica dei #sentimenti. Oltre a costruire strutture adeguate a partire dai centri antiviolenza tanto preziosi e che tanto bene stanno facendo.

-“PARLIAMONE” PER ME EQUIVALE A “FACCIAMONE” UN IMPEGNO CIVILE DI TUTTI  – UN LAVORO DI SQUADRA QUOTIDIANO.

– Agiamo concretamente non solo con i #Centriantiviolenza, i #puntidiascolto e con tutta la rete dei servizi che funzionano molto e bene al servizio di tutta l’#Umbria, grazie in particolare a due recenti progetti promossi e realizzati dal #Comune di Perugia con il mio Assessorato insieme al Centro regionale pari opportunità  e la Regione Umbria.
– Agire concretamente per la strada intrapresa vuol dire per me marciare tutti sulla stessa onda per far rispettare le leggi che abbiamo sul contrasto alla violenza (specie quella sul femminicidio). Non servono altre   leggi, ne abbiamo fin troppe e bisogna credere di più in quelle che abbiamo a partire dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine che stanno dimostrando passi avanti ma questo non basta!

PERCHE’ NON BASTA?

perché troppo spesso come ho potuto constatare anche a Perugia, non a Canicattì, quando la donna  vittima di maltrattamenti gravi in famiglia e in presenza dei figli, si rivolge alla giustizia con evidenti segni di reato in flagranza e il Magistrato di turno non dispone l’allontanamento immediato del marito o compagno come prevede la legge, con il risultato che è la donna a doversi allontanare da casa  per mettere in salvo se stessa e i figli, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona ancora. Non è così? O sono io, siamo noi a non capire?  Vogliamo interrogarci su questo? La battaglia si vince se si fa squadra a 360°: tra donne e uomini della società civile, se il movimento delle associazioni sono unite davvero, se le istituzioni tutte agiscono insieme e si coordinano (non l’una separatamente dall’altra) a partire dall’atto fondamentale che l’Umbria sta ancora aspettando : il PROTOCOLLO UNICO OPERATIVO REGIONALE tra tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione e contrasto del fenomeno.

È  tutto questo che deve diventare funzionale al superamento del fenomeno. Servono azioni concrete non parole,  riscontrabili quotidianamente e che diano valore effettivo alle testimonianze dolorose di donne violentate come quella di Sonia di questa sera.

Testimonianze che si contano ancora con il lanternino visto che i casi di violenza restano per il 90%  nell’omertà.
Dobbiamo evitare – lo dico con il cuore – che  manifestazioni come queste e tante altre, usciti da qui, rimangano nel vuoto, nell’indifferenza collettiva e della politica.
Il fenomeno “violenza” al centro dell’Agenda della politica e non solo delle emergenze, deve diventare il Patto con i cittadini, con i partiti con le istituzioni. Per un patto di civile convivenza tra uomini e donne, un patto politico senza distinzione di appartenenza, un Patto di solidarietà con le donne vittime di violenza e i loro figli…
Vi ringrazio per l’attenzione

Lorena Pesaresi

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