Omofobia, Leonelli: Chiesta seduta straordinaria per discutere la legge

«Definita la copertura finanziaria, venga convocata nel corso della settimana prossima una seduta per discutere e, auspicabilmente, approvare la legge che l'Umbria attende da anni»

La Presidente Porzi, Attilio Solinas e Giacomo Leonelli mentre ascoltano il rappresentante dell'Omphalos che chiede l'approvazione della legge contro l'omofobia
La Presidente Porzi, Attilio Solinas e Giacomo Leonelli mentre ascoltano il rappresentante dell'Omphalos che chiede l'approvazione della legge contro l'omofobia

Omofobia, Leonelli: Chiesta seduta straordinaria per discutere la legge

«La legge per promuovere la cultura della non discriminazione delle persone sulla base del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere – spiega Giacomo Leonelli, consigliere del Partito Democratico a Palazzo Cesaroni – è stata una delle prime proposte che abbiamo avanzato in questa legislatura, insieme ai colleghi Chiacchieroni e Solinas.

«Per questo motivo oggi, preso atto del parere degli uffici per cui non era possibile prendere in esame il testo, ho chiesto che, una volta definita la copertura finanziaria, venga calendarizzata nel corso della prossima settimana una seduta straordinaria appositamente convocata per discutere e, auspicabilmente, approvare una legge contro l’omofobia che l’Umbria attende da anni».

«E’ giunto il momento – prosegue Leonelli – che la Regione agisca per favorire e supportare una coscienza collettiva che rifiuti l’omofobia. Agendo lungo le fondamentali linee dell’istruzione, dalla formazione professionale e dell’integrazione sociale, ad esempio mettendo in campo strumenti che supportino la famiglia nei suoi compiti educativi e valorizzando, per quanto attiene ai luoghi di lavoro, quelle aziende che dimostrino di adottare al comportamenti corretti e non discriminatori in ragione dei diversi orientamenti sessuali».

«Si tratta – conclude Leonelli – di mettere finalmente nero su bianco il fatto che l’Umbria è una regione in cui le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere non hanno diritto di cittadinanza, mentre si favorisce un processo culturale basato sul rispetto di tutte le persone».

 

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