Lo scandalo delle villette di Annifo a Foligno, sono abbandonate

Sembra che nessuno controlli adeguatamente e si curi del bene pubblico

Lo scandalo delle villette di Annifo a Foligno, sono abbandonate

Lo scandalo delle villette di Annifo a Foligno, sono abbandonate  da Sauro Presenzini ANNIFO –  La legge regionale n.19 del 3 agosto 2010 ha istituito l’ATER regionale con il preciso scopo di prefigurare un’unica struttura in grado di far fronte alle nuove esigenze abitative dando, allo stesso tempo, un nuovo significato al suo operare, un passaggio fondamentale che impone alla Regione di attivarsi per modificare l’organizzazione della macchina pubblica, individuando nuovi strumenti per ridurre, razionalizzare e riqualificare la spesa. L’ATER Umbria si conforma ai tre principi cardine dell’attività pubblica (efficacia, efficienza ed economicità) nella gestione di oltre 10.500 alloggi di edilizia popolare, di cui 857 nel Comune di Foligno.

Questo è quanto emerge dalla roboante lettura della “Mission” ovvero degli intenti teorici dell’Ater, nella propria pagina web, basta però scendere solo per un attimo sul pianeta Terra, per accorgersi che le parole altro non sono che vuoti artifizi lessicali.

Annifo (fraz. di Foligno), c’erano 22 villette a schiera di recente costruzione di proprietà di ATER, che sono ormai state letteralmente “mangiate” dalla vegetazione, inglobate in una folta muraglia verde.

Da quanto tempo versino in questo stato di abbandono, lo segnala in maniera puntuale, il lento e rigoglioso crescere della vegetazione spontanea, di alberi di Ciliegio e di Ailanto, il cui diametro del tronco, “ci dice/suggerisce” che è da almeno 10 anni che perdura questo stato di abbandono ed incuria.

Milioni di euro di soldi pubblici, colpevolmente sprecati, investiti per rispondere al bisogno abitativo della popolazione, questi alloggi, come altri nel Comune di Foligno e nel resto della Regione, gettati e abbandonati come stracci vecchi in un angolo, in preda a vandali, ladri e abusivi.

In una sorta di self service autogestito, basta recarsi ad Annifo con intenzioni illegali, per portarsi a casa una caldaia da riscaldamento da 1.000 euro, visto che alcune sono già state asportate, come altre sono state aperte e depredate di pompe, schede elettroniche, ecc. …come pezzi di ricambio gratis.

Sembra che nessuno controlli adeguatamente e si curi del bene pubblico, infatti alcune porte e finestre di queste villette sono state danneggiate forzate e aperte, non solo per dormirci, ma all’occorrenza per asportare in maniera gratuita quanto illegale, suppellettili ( rubinetteria, maniglie, centraline elettriche, ecc.) basta scorrere le numerose denunce e segnalazioni presentate ai Carabinieri di Colfiorito per rendersi conto dell’enorme danno pubblico.

screenUn presunto spreco, incuria, cattiva gestione /amministrazione, che rischierebbe di scomparire negli innumerevoli altri e infiniti enormi scandali in giro per l’Italia, se non fosse che qui concorre un aggravante: Annifo si trova a pochi minuti di distanza da Norcia, Castelluccio, Cascia e Visso, in pieno “cratere sisma” e l’immediata disponibilità di questi alloggi in muratura di recente costruzione, vuoti, non occupati, ancora intatti nella loro struttura, anche solidi nella loro costruzione, (visto che sono passate indenni anche dopo il terremoto del ’97), potrebbero essere la risposta abitativa per un centinaio di terremotati, utilizzando le dichiarate ed immediate disponibilità economiche per l’emergenza sisma, per ripristinarne la funzionalità delle stesse, piuttosto che “deportare” migliaia di persone del luogo, nelle città adriatiche o in riva al Lago Trasimeno, ad ore di distanza dal luogo del terremoto, “contro la volontà” di ignari terremotati, a cui non si è offerta una possibile alternativa, seppur non sufficiente per tutti.

Offrire un’alternativa abitativa ai terremotati, per quanto possibile vicino alle loro case, sarebbe dovuto essere un dovere morale prima che amministrativo (come il terremoto del ’97 ha insegnato), queste villette, assieme alle casette di legno, potevano e tutt’ora possono essere, una risposta in loco a migliaia di sfollati, per evitare lo spopolamento della montagna.

Poche fotografie impietose, mostrano e descrivono molto più delle parole, lo stato di abbandono e degrado di queste strutture pubbliche che dopo anni, decenni, ancora non hanno trovato una loro collocazione che consenta almeno, di farne prendere cura e vigilanza da parte di una famiglia.

Dopo le esperienze della “Missione Arcobaleno” in Albania, e impegnato nel terremoto del ’97 e coinvolto anche nell’attuale, Sauro Presenzini, da sempre impegnato nell’ambito del volontariato, riesce a riconoscere e ad individuare agevolmente le storture e le inefficienze della Pubblica Amministrazione, non occorre avere un ruolo specifico nella società per sentire l’obbligo morale di denunciare questo stato di cose, ed è per questo che ho inviato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti una circostanziata informativa su questo stato di degrado e sperpero di risorse pubbliche, chi omette di vigilare controllare, chi non impedisce un fatto illecito, criminoso, avendo il dovere di farlo, di fatto è equiparato a chi lo commette.

Ed è per questo, che invito la Corte dei Conti ad aprire un fascicolo istruttorio, perseguendo ai vari livelli istituzionali, tutti coloro che risulteranno corresponsabili di questa indecorosa vicenda, che getta una pesante ombra di discredito circa la corretta gestione di un bene pubblico e sulla pubblica amministrazione che da questa vicenda ne esce a pezzi, con l’aggravante morale, che queste abitazioni potevano e dovevano essere, parte di una possibile risposta ai terremotati.

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