“Lingua blu”, codice rosso in Parlamento, il deputato 5stelle Gallinella presenta un’interrogazione

La preoccupazione per la diffusione della “lingua blu” che ha colpito anche gli allevamenti umbri arriva in Parlamento. Il deputato Filippo Gallinella, insieme ad altri quattro colleghi cinque stelle, ha depositato oggi (giovedì 25 settembre) un’interrogazione rivolta al ministro della Salute e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

“Un atto dovuto – spiega il parlamentare umbro – dopo l’ultima segnalazione di un focolaio in un allevamento di ovini ad Acquasparta”. La febbre catarrale, meglio nota come “blue tongue” o “lingua blu”, riconosciuta non pericolosa per l’uomo, è una malattia infettiva che colpisce i ruminanti, in particolare gli ovini, compromettendone gravemente e spesso in maniera irreparabile la salute a causa di gravi lesioni a carico della mucosa oronasale con la comparsa di febbre elevata.

Il tasso di mortalità riscontrato all’interno degli attuali focolai varia tra il 3 e l’8%. Nella provincia di Terni, secondo quanto reso noto dall’Asl Umbria 2, sono già 59 i focolai attivi, tutti riguardanti ovini.

“Dal 2012 al settembre 2014 – precisa il deputato Gallinella – i focolai attivi secondo quanto riportato dai dati del ministero della Salute, sono passati da 18 a oltre 550, interessando inizialmente tre regioni e arrivando, oggi, a colpirne 13, tra cui l’Umbria.

E’ evidente che gli allevatori italiani di ovini stanno subendo dei danni gravissimi, con perdite di migliaia di capi sia per morte naturale che per necessario abbattimento e con ricadute negative sulla produzione. Poiché non c’è possibilità di spostare gli animali in zone ‘sane’ del Paese a causa delle ovvie restrizioni alla movimentazione, l’unico modo per arrestare il virus è la profilassi”.

Ad oggi, continua il parlamentare umbro cinque stelle, il principale strumento in grado di limitare la circolazione virale è il vaccino nella nuova formulazione di ceppo virale inattivato, con caratteristiche di efficacia ed innocuità che lo distinguono dal precedente presidio immunizzante.

“Per limitare la diffusione della malattia e tutelare le aziende agricole da danni anche di carattere economico – spinge Gallinella – serve subito un’azione coordinata a livello centrale e omogeneamente distribuita all’interno dei territori coinvolti. Le Regioni si muovono in ordine sparso e alcune in ritardo sulla prevenzione, come nel caso dell’Umbria. Così non si può andare avanti”.

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