Liberati, ripubblicizzare servizio rifiuti, via rischio infiltrazioni mafiose

Prefetto e TAR hanno individuato tale pericolo nella gestione condotta privati

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Andrea Liberati

Liberati, ripubblicizzare servizio rifiuti, via rischio infiltrazioni mafiose

“Le affermazioni recentemente rilasciate alla stampa da Noto La Diega, titolare di un cruciale 10 per cento del pacchetto azionario Gesenu, e dichiaratamente pronto alla ‘dolorosa ipotesi di vendere’, impongono ora tanto al Comune di Perugia, quanto agli altri Enti locali, di muoversi speditamente e armonicamente in seno all’AURI, in direzione della ripubblicizzazione del servizio rifiuti, anche eventualmente con l’ausilio finanziario di altre aziende municipalizzate umbre, in attesa che pure un bene essenziale come l’acqua torni nelle mani dei cittadini”. Lo dice il capogruppo in Regione del Movimento 5 stelle *Andrea Liberati*, in una nota firmata congiuntamente ai consiglieri comunali di Perugia e Terni, Cristina Rosetti e Thomas De Luca.

“La ripubblicizzazione – spiega Liberati – è l’unico modo per allontanare definitivamente i rischi di infiltrazioni mafiose (Prefetto di Perugia e TAR Umbria hanno individuato tale pericolo proprio nella gestione condotta dai privati), ma rappresenta anche l’unica via per affrontare concretamente gravissime criticità ambientali ormai diffusamente riscontrate nel ciclo rifiuti ‘privatizzato’. Danni di cui costoro dovrebbero essere chiamati a rispondere.

La Regione Umbria, parimenti, smetta di restare a guardare. Il suo Piano rifiuti è stato un enorme fallimento: occorre pertanto pianificare azioni innovative, avendo come stella polare i cittadini e la loro istanza di pulizia, di efficienza e di trasparenza, sin qui mancate. E parta anche una severa vigilanza, a lungo smarrita da parte di ARPA”. “E’ destinato a fallire miseramente – prosegue – chiunque pensasse di poter svendere ancora una volta i nostri territori, avallando nuove spartizioni sulla nostra pelle.

No assoluto a fameliche multiutility che, da Roma a Bologna, con faciloneria e senza gare pubbliche, vorrebbero spartirsi l’Umbria, torta ambitissima, perché ultramilionaria. Fuori gli affaristi e le mafie dalla nostra regione; avanti, invece, con società a totale capitale pubblico nel servizio rifiuti, da Perugia a Terni alle altre comunità”. “Due mesi fa – ricorda il capogruppo pentastellato – avevamo proposto un consorzio di società pubbliche come gestore unico (e vincente) della raccolta e del recupero dei rifiuti in Umbria. Avevamo detto che Perugia e Terni debbono vincere insieme il derby della legalità, dell’economia sostenibile e della salute.

Lo ribadiamo con forza. Allora auspicammo un’Umbria finalmente capace di sottrarsi alle piovre, a politica e affari, guardando invece alla qualità dei servizi per abbattere drasticamente le tariffe e sviluppare piattaforme di materie prime seconde a basso costo: tutto questo per rilanciare piccole e medie imprese e l’industria manifatturiera, creando centinaia di nuovi posti di lavoro, riducendo dunque i costi per famiglie e aziende, contenendo pure l’impatto ambientale, dopo i tanti disastri sin qui compiuti”.

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