Liberati (M5S): “Idroelettrico, un miliardo di euro regalato alle multinazionali”

Nomi dei beneficiari di trattamenti di favore, lo chiede Liberati M5s
Andrea Liberati

Oltre un miliardo di euro netti negli ultimi dieci anni: sulla scorta del programma finanziario di Garrone, nuovo acquirente del c.d. Nucleo idroelettrico di Terni, possiamo ben dire che questa Regione ha svenduto tutto, regalando somme incredibili alle multinazionali straniere –prima Endesa e poi E.On- grazie al mantenimento di canoni concessori straordinariamente bassi. Stiamo infatti parlando degli impianti più importante dell’Italia a sud del fiume Po.

Come noto è proprio la Regione l’ente competente in materia: tuttavia l’incompetenza assoluta di assessori e consiglieri regionali, unita a smaccate collusioni e conflitti di interesse, hanno provocato questa conseguenza. Oggi il ventilato raddoppio dei canoni da parte della Giunta Marini è un pannicello caldo, un atto tardivo e minimale.

Idroelettrico

Infatti, anziché mettere in campo tutte le risorse pubbliche per giungere a gestire direttamente –come accade in Lombardia, a Bolzano e altrove- un introito netto superiore ai 100 milioni di euro annui, si è resa l’ultima marchetta politica agli intoccabili tedeschi, mantenendo un canone bassissimo: in cambio di cosa, visto che gli italiani sono invece ultratassati, vessati da Stato e Equitalia?

Intanto la Regione Abruzzo ha non solo imposto canoni adeguati per grandi concessioni minerarie -€ 35/kw- ma ha anche applicato un ulteriore sovracanone di € 50/kw per impianti –come Galleto- di taglia superiore a 300Mw non andati ancora a gara, una gara imposta dall’Europa eppure mai effettuata tanto che siamo già sotto la seconda procedura di infrazione.

Il mantenimento dello status quo sta provocando un enorme danno erariale: intanto il Comune di Terni, nella sua miseria politica, ha soltanto ottenuto il rinnovo della ridicola convenzione per Piediluco (valore 1/1000 dell’introito netto annuo), area naturalistica che subisce da 80 anni pesantissime conseguenze dalla variazione del livello idrometrico.

Nulla si richiede perché si riaprano le Cascate delle Marmore sul modello delle Niagara Falls e di Iguazu, ove sono parimenti presenti impianti idroelettrici che limitano fortemente l’afflusso delle acque in notturna, ma senza chiuderlo del tutto, come invece accade qui anche di giorno, causando un danno pesante al turismo (Costa Crociere, con le sue migliaia di persone, visita le Cascate solo d’estate, perché il tempo di apertura è altrimenti troppo breve) e senza che i territori ricevano una compensazione congrua: seguendo il modello abruzzese incasseremmo all’incirca una cinquantina di milioni di euro annui, soldi che, anziché finire nelle casse regionali e comunali, partono per qualche paradiso fiscale. Regione di politici impreparati, imbelli e collusi

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