Lettera gradimento Caritas volano stracci tra Rosetti e Cicchi

L’ASSESSORE REPLICA ALLE DICHIATAZIONI DELLA PENTASTELLATA

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Lettera gradimento Caritas volano stracci tra Rosetti e Cicchi

PERUGIA – L’interrogazione in oggetto indicata era già stata illustrata in aula del capogruppo Rosetti nel corso della seduta consiliare dello scorso 26 giugno. L’atto – ha detto Rosetti – fa riferimento ad una lettera di gradimento che è stata inviata dall’Assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia al Prefetto di Perugia rispetto alla partecipazione della Caritas al bando europeo indetto dalla stessa Prefettura per l’affidamento dell’accoglienza agli immigrati.

Con la lettera avente ad oggetto: “lettera di gradimento CARITAS – Gara affidamento servizi di accoglienza”, indirizzata al Prefetto di Perugia, Dott. Cannizzaro, l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia, Edi Cicchi, esprimeva: “il totale sostegno e da parte della mia Amministrazione circa la partecipazione di CARITAS alla Gara europea a procedura aperta per l’affidamento dei servizi di accoglienza e dei servizi connessi ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”.

La predetta missiva si concludeva con la seguente frase: “Certa dell’attenzione e della sensibilità al tema in questione colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti”. “Il bando in questione -ha precisato Rosetti – riguarda il servizio per il 2017 e il 2018, per oltre 3mila posti e un importo complessivo di ben 47 milioni di euro.

Vorrei quindi conoscere quale sia il fondamento giuridico di questa lettera di gradimento, rispetto ad un partecipante alla gara stessa.” Questi nel dettaglio i quesiti:

1) Chi ha chiesto la lettera di gradimento, e con quali finalità

2) quale era l’obiettivo che l’Assessore Cicchi si prefiggeva con la predetta missiva;

3) Se il Sindaco, ha condiviso e autorizzato la predetta missiva;

4) Se la predetta lettera di gradimento costituisce un atto lecito o illecito e in base a quale normativa;

5) Quali le eventuali determinazioni e/o azioni del Sig. Sindaco in tale vicenda.

Rispondendo ai quesiti l’assessore Cicchi ha riferito che la lettera in questione è stata richiesta a voce da un funzionario dell’associazione concorrente. L’obiettivo era quello di certificare la buona collaborazione in atto tra il richiedente e l’Amministrazione nei progetti di pubblica utilità che vengono svolti nel Comune di Perugia.

Peraltro tale modus operandi è stato seguito anche in altri casi simili, ove il bando lo richiedeva, ma ovviamente intestata al soggetto richiedente.

La lettera è datata 26 giugno ossia il giorno precedente la scadenza del bando; pertanto è stata preparata velocemente ed, al momento della firma, non rivista con la dovuta attenzione.

L’assessore ha chiarito che, nel momento in cui ci si è accorti dell’errore sia nell’impostazione che nell’indirizzo, la lettera era stata già spedita. Il giorno successivo, quindi, è stata preparata una nota rivolta al Prefetto per segnalare l’errore commesso precisando che “nella redazione della missiva è stato equivocato in assoluta buona fede il punto 3 del disciplinare ove viene richiesto che le proposte progettuali dovranno essere corredate da lettere di adesione, accordi, protocolli d’intesa anche con Enti pubblici”, con conseguenti scuse.

La successiva risposta del Prefetto, che accompagna la restituzione della lettera, precisa che la missiva è irrilevante ai fini della gara di cui trattasi. Ciò conferma la presa d’atto della Prefettura che l’errore è irrilevante ed ininfluente. Nello scusarsi con il Prefetto e con il Consiglio per l’errore commesso in buona fede, l’assessore Cicchi ha evidenziato che la campagna diffamatoria operata nei suoi confronti per un malinteso nelle disposizioni date alla segreteria, così come il clamore che è seguito alla vicenda anche nei confronti del concorrente a gara in corso, rappresentano i veri fatti gravi: la critica politica va accettata, molto meno la campagna denigratoria, verso la sua persona che è sempre e comunque sbagliata verso chiunque.

Non ritenendo congrua la risposta fornita Rosetti in replica ha chiesto formalmente le dimissioni dell’assessore.

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