Lettera aperta alle forze politiche e sociali della sinistra umbra per polo alternativo a Pd

Purtroppo alle ultime elezioni regionali in Umbria non è stato possibile mettere in campo un percorso unitario di questo tipo

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Enrico Flamini PRC

Lettera aperta alle forze politiche e sociali della sinistra umbra per polo alternativo a Pd

di Enrico Flamini*
La costruzione di un soggetto politico unitario e plurale della sinistra può diventare oggi realtà anche in Italia. Certo, dopo anni di divisioni, non tutto è lineare. Servono generosità e senso di responsabilità per il raggiungimento di un obiettivo alto e nobile, quello di definire cioè un polo politico autonomo ed alternativo a PD, M5S e destre, capace di avanzare una proposta di governo per la fuoriuscita dalla crisi economica e sociale in cui versa il paese. Un’iniziativa sui terreni della democrazia, dei diritti sociali e del lavoro, della pace, della scuola, della sanità, della giustizia sociale, della lotta alle povertà, un’iniziativa di cui può e deve essere protagonista una nuova classe dirigente senza ripercorrere le strade già battute del politicismo del meno peggio. Purtroppo alle ultime elezioni regionali in Umbria non è stato possibile mettere in campo un percorso unitario di questo tipo.

Il risultato, considerando gli errori commessi da tutte le componenti, è stato quello di consegnare la sinistra umbra all’irrilevanza. Un dato, quest’ultimo, davvero pesante se si pensa alle ricadute delle politiche di Renzi sull’Umbria, politiche che hanno demolito i diritti del lavoro e smantellato i servizi pubblici attraverso i tagli agli enti locali, alla scuola, ai trasporti e alla sanità, il tutto per favorire le privatizzazioni e la svendita del patrimonio.

Bene, la Presidente Marini e la maggioranza che la sostiene non solo non stanno giocando alcun ruolo politico nei confronti del governo nazionale, ma si stanno dimostrando anzi del tutto subalterni operando in Umbria per nome e per conto di Renzi e del PD e delle loro politiche neoliberiste ed antipopolari. Nella nostra regione aumenta la disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, e si allargano le povertà. I disastri industriali, al di là delle passerelle e dei comunicati stampa di rito, si moltiplicano. Dai rifiuti all’agricoltura, dalla sanità ai trasporti continuiamo ad assistere all’assenza di programmazione e pianificazione.

Le risorse europee, per il reperimento delle quali ci stiamo avvitando da anni in insensate politiche recessive, vengono elargite a pioggia, senza la minima verifica della loro utilità e nell’interesse dei soliti noti. Ecco, non esiste più nessuna specificità umbra e la fine del centrosinistra non è un dato politico aprioristico, è invece il prodotto terminale di una lunga mutazione genetica che ha nel renzismo la sua naturale conclusione, anche in Umbria. P

er questo vogliamo contribuire al processo unitario, ne avvertiamo tutta la necessità in una fase in cui lo scontro è davvero epocale. Ci rivolgiamo quindi a tutte le forze politiche e sociali della sinistra umbra per incontrarci quanto prima. Abbiamo da subito un’occasione, quella delle elezioni amministrative dell’anno prossimo per lavorare insieme e valutare in comune ovunque la possibilità di individuare candidati, di costruire e di sostenere liste nuove e partecipate in grado di raccogliere le migliori esperienze civiche e dal basso e di rappresentare una forte proposta politica di sinistra che si confronti sulle proposte concrete necessarie a sostenere tutte le classi sociali che stanno pagando la crisi sulla propria pelle.

*Segretario regionale Prc Umbria

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