LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DEL MIO PARTITO

pd(UJ.com3.0) PERUGIA – Lo spettacolo indecoroso al quale, alla pari di tantissimi militanti, ho assistito in questi giorni, mi porta a fare alcune considerazioni a “cuore aperto”, lo faccio perchè tengo al futuro del mio partito, ma in maniera particolare a quello del mio paese, della mia regione e della città in cui vivo. Ormai è chiaro, dopo la sequela di atti che hanno manifestato l’inadeguatezza dell’attuale gruppo dirigente, che la ruota deve girare, questo deve avvenire in fretta attraverso un congresso che sia sede di discussione franca e non l’ennesima conta fra capi bastone o presunti tali ormai politicamente morti.

Si avvii quindi immediatamente la fase congressuale, si riparta dai contenuti, si archivi per sempre una fase conflittuale che ha portato solo danni e si recuperi l’iniziale originalità del PD del 2007, innovando una volta per tutte l’offerta politica di cui c’è un urgente bisogno. Basta per sempre col partito della conservazione del sistema, il PD deve iniziare a scrivere una storia nuova , non ancorata al passato, agli ex o ai post e soprattutto non deve tendere ad una riproposizione del centro – sinistra come generico campo del progressismo, ma avere il coraggio di fare il salto di qualità dando ad una nuova classe dirigente l’opportunità di costruire finalmente un partito che faccia del rispetto del pluralismo culturale il vero trampolino di lancio per un costruire futuro autenticamente riformatore ed innovatore. In un momento così delicato e difficile, dobbiamo dimostrare di avere idee e progettualità a partire dai territori, la rabbia ed il senso di smarrimento di questi giorni, devono lasciare spazio alla fermezza ed alla determinazione, per trovare le soluzioni migliori, per rispondere alle esigenze stringenti delle famiglie e delle imprese.

Per questo occorre che l’attuale classe dirigente del partito, che ha dimostrato di essere estranea alla realtà che la circonda, si faccia da parte una volta per tutte ed offra subito una disponibilità al cambiamento, tempo da perdere non ce n’è più. Bene quindi gli stimoli che spronano al cambiamento, ma al PD spetta di dimostrare, a partire dai territori, di essere in grado di esprimere una nuova classe dirigente, dinamica ed aperta alle novità ed alle sollecitazioni su temi molto sentiti dai cittadini come il lavoro, i costi della politica, l’ambiente, il sociale.

Per fare tutto ciò non occorrono nuovi partiti, ma un partito rinnovato forte ed autorevole, la sfida è difficile ma dobbiamo accettarla, giocarla e possibilmente vincerla. Mettiamoci tutta la passione e la voglia che abbiamo dentro, non facciamoci rubare la speranza ed andiamoci a prendere il futuro.

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