Leonelli: Relazione Direzione Nazionale Antimafia sprone a proseguire

Il presidente della Commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata di Palazzo Cesaroni reputa indispensabile che il territorio abbia la capacità, nelle sue diverse componenti, di far fronte comune rispetto all’azione pervasiva delle organizzazioni criminali

Il presidente della Commissione regionale sulla criminalità organizzata si dice d'accordo con le indicazioni della relazione della Direzione Nazionale Antimafia
Il presidente della Commissione regionale sulla criminalità organizzata si dice d'accordo con le indicazioni della relazione della Direzione Nazionale Antimafia

Leonelli: Relazione Direzione Nazionale Antimafia sprone a proseguire

Giacomo Leonelli, presidente della Commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata di Palazzo Cesaroni, nel commentare quanto emerso dalla relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo afferma come sia “indispensabile che il territorio abbia la capacità, nelle sue diverse componenti – politico-istituzionale, imprenditoria, società civile – di far fronte comune rispetto all’azione pervasiva delle organizzazioni criminali e ricorda i passi già compiuti in tal senso dalla Commissione che presiede”.

Leonelli definisce “preoccupanti” i dati che emergono nella relazione stessa “perché evidenziano come l’Umbria rientri in quell’elenco di regioni in cui si registra una forte presenza di sodalizi di ‘ndrangheta, con un pericoloso trend evolutivo, e come la nostra regione abbia assunto un ruolo centrale nei reati legati al traffico di sostanze stupefacenti, sia sotto il profilo di piazza di spaccio al minuto sia come luogo di incrocio di traffici nazionali e internazionali. Dati che non possono che spronarci sulla strada della conoscenza di tali fenomeni e del loro contrasto con sempre maggiore determinazione”.

“Siamo consapevoli del fatto che dove la criminalità organizzata non è solita compiere atti eclatanti – prosegue Leonelli – essa ha l’interesse a mantenere le acque tranquille per far proliferare le sue attività economiche e, quindi, il primissimo atto che abbiamo compiuto è stato quello di sollecitare alla Giunta regionale la costituzione di parte civile nel processo “Quarto passo”, per poter valutare da vicino gli atti del primo dibattimento di questa importanza contro le attività mafiose nella nostra regione”.

“Abbiamo poi compiuto – conclude Leonelli – tutti i passi necessari dell’iter per l’istituzione di un Osservatorio sulle attività criminali organizzate inclusivo del mondo imprenditoriale, sindacale, del credito e delle associazioni ambientaliste, che ha eletto alla sua presidenza Walter Cardinali, presidente di Libera Umbria, e abbiamo svolto audizioni anche con il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia Fausto Cardella. Nell’ambito dei compiti e delle funzioni che essa può svolgere, la Commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata si batterà sempre al fianco delle forze di polizia e della magistratura per la diffusione della cultura della legalità, perseguendo tale obiettivo attraverso l’approfondimento della conoscenza degli strumenti che la criminalità utilizza per infiltrarsi nel tessuto economico sano e quindi per delinquere”.

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