Legge sulle discriminazioni di genere, Lega Nord, manca il numero legale in aula

Fiorini e Mancini (Lega Nord): “Maggioranza in stato confusionale”

Quanto accaduto oggi conferma le difficoltà della Marini nel tenere insieme le anime del suo partito. Quanto promesso solo una settimana fa dalla presidente è stato completamente disatteso nonostante atteggiamenti arroganti e forzature del regolamento che rischiano di creare un precedente pericoloso e lesivo delle prerogative dei consiglieri. Per noi l’atto, oltre che irricevibile nell’attuale formulazione, era e resta impresentabile poiché la procedura adottata per la sua iscrizione all’ordine del giorno in Aula, è in netto contrasto con quanto previsto dal regolamento assembleare.

La Marini non è riuscita, fino ad oggi, a risolvere le grandi questioni dell’Umbria (i dati economici negativi sotto gli occhi di tutti) e ora per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica ha deciso di affrontare con arroganza (e superficialità) un tema delicatissimo quale quello dei diritti individuali e della lotta alle discriminazioni, ma ancora una volta il Partito Democratico non è stato in grado di garantire il numero legale in Aula. La Marini deve prendere atto che, ad oggi, oltre a deludere i cittadini umbri, non è in grado neppure di mantenere le promesse fatte ad una cerchia ristretta del suo elettorato, deludendolo profondamente. La Lega Nord continuerà a fare la sua battaglia in una difesa non ideologica dei diritti di tutti, consapevole che tutti i discriminati sono uguali e che non ci sono discriminati “più uguali degli altri” come si vuole fare intendere in questa legge.

Siamo consapevoli che, in pieno “stile” Pd, la maggioranza utilizzerà il tempo a disposizione per cercare di trovare “contropartite” dietro le quali nascondere gli innumerevoli mal di pancia che sono già emersi nel corso dei dibattiti in Commissione e che si sono materializzati in numerosi emendamenti presentati da esponenti della stessa maggioranza. Qualunque sia l’esito del percorso normativo, l’incompatibilità sostanziale ormai evidente delle varie anime del Pd, ricade sulla testa dei cittadini umbri con politiche inconcludenti e scelte errate.

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