Legge omofobia, senatrici Pd Cardinali e Cirinnà no a emendamento Andrea Smacchi

L'emendamento di Smacchi sia dichiarato inammissibile o ritirato

Legge omofobia, senatrici Pd Cardinali e Cirinnà no a emendamento Andrea Smacchi

Legge omofobia, senatrici Pd Cardinali e Cirinnà no a emendamento Andrea Smacchi
PERUGIA – “L’emendamento alla legge regionale contro le discriminazioni e la violenza determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere presentato dal consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi è semplicemente irricevibile”. A sostenerlo sono le senatrici Pd Valeria Cardinali e Monica Cirinnà, che pongono “prima di tutto una questione di merito: la modifica proposta da Smacchi non solo snaturerebbe il testo della legge ma rischierebbe di garantire, dietro l’alibi del rispetto dell’opinione altrui, atteggiamenti profondamente discriminatori”.

“C’è poi una questione di metodo: sono dieci anni che l’Umbria aspetta una legge di civiltà che tuteli diritti e parità delle persone LGBTI; siamo alla vigilia della discussione in aula di un testo condiviso nel Pd, promesso in campagna elettorale, approvato in commissione, c’è stato tempo e modo per sollevare e discutere eventuali obiezioni”.

C’è di più. “È del tutto evidente – secondo le senatrici Pd – che il problema per questa legge non era solo tecnico, come assicurato la scorsa settimana dalla presidente della giunta regionale Catiuscia Marini e dalla presidente del consiglio regionale Donatella Porzi, ma si tratta essenzialmente di un problema politico e chiama in causa, per primo, il Partito Democratico.

Siamo partito di governo in Italia e in Umbria e ricade sulle nostre spalle la quota maggiore di responsabilità rispetto a un percorso normativo ma prima di tutto culturale che garantisca uguali diritti per tutti”.

“Riteniamo, infine – opportuno che ci si interroghi sul modo in cui nel Pd si fa comunità: non è tollerabile che si possa pensare di stare in un partito – che a livello nazionale è stato promotore delle unioni civili – avanzando proposte, come quella del consigliere Smacchi, che ne contraddicono in maniera inequivocabile i valori, gli orientamenti, i propositi.

Quanto accaduto ci richiama, dunque, a una riflessione necessaria e urgente e ci pone di fronte al dovere di non consentire che l’Umbria, da sempre terra all’avanguardia in tema di diritti, di accoglienza e di inclusione, sprofondi nell’oscurantismo. Per questo chiediamo che la legge venga approvata velocemente e che si valuti l’opportunità di dichiarare inammissibile l’emendamento del consigliere regionale Smacchi o altrimenti che sia lo stesso consigliere ad avere il buon senso di ritirarlo”.

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