Ostello Ponte Felcino, Lega Nord Umbria, immigrazione e sicurezza

Ostello Ponte Felcino, Lega Nord Umbria, immigrazione e sicurezza

Un’assemblea pubblica molto partecipata quella che si è svolta venerdì sera presso l’Auditorium di Ponte Felcino a Perugia. Immigrazione, sicurezza e degrado urbano sono state le tematiche al centro di un dibattito aperto che ha visto i cittadini confrontarsi con il Commissario cittadino e coordinatore Lega Nord Perugia, Alessandro Tassi, il Capogruppo Lega Nord al Consiglio Comunale di Perugia, Michelangelo Felicioni e il Senatore della Lega Nord, Stefano Candiani.

Attraverso questo incontro la Lega Nord ha voluto affrontare insieme alla gente quelle problematiche che si sono sviluppate nel quartiere perugino, legate in particolar modo alla nuova destinazione dell’Ostello della gioventù di Villa Giardino e quindi al tema della sicurezza e dell’immigrazione. I rappresentanti del carroccio hanno ascoltato le persone, approfondendo e valutando con loro le possibilità di sviluppare un percorso risolutivo a tali criticità.

GLI INTERVENTI

MICHELANGELO FELICIONI (Capogruppo Lega Nord in Consiglio comunale a Perugia)

Dopo aver illustrato i passaggi fondamentali dell’accoglienza profughi in Italia secondo il Protocollo di Dublino, Felicioni ha fatto una breve cronistoria dell’ex Ostello della Gioventù di Ponte Felcino, divenuto “da struttura ricettiva a basso costo per il turismo dei giovani a centro di accoglienza sociale – ha spiegato – e tutto è avvenuto tramite una legge nazionale e l’intervento della Prefettura già prima che si insediasse l’amministrazione Romizi. Ponte Felcino, quartiere ed ostello – ha precisato – può ospitare 56 persone, ma essendo centro di smistamento e quindi struttura temporanea di accoglienza, ne comprende altre 50. C’è stato un momento in cui ci hanno chiesto di ampliare i numeri, ma il Comune di Perugia ha detto di “no”, perchè non era possibile ospitarne di più. La Prefettura ha accettato le nostre richieste e quindi la struttura ad oggi contiene al massimo106 migranti. Quando vedete che ne arrivano altri – ha concluso rivolgendosi ai cittadini presenti – vuol dire che altrettanti se ne sono andati. Da parte del Comune possiamo garantire maggiori controlli per quanto riguarda la struttura e la sicurezza nel quartiere, ma molte cose, purtroppo, non dipendono da noi”.

ALESSANDRO TASSI (Commissario cittadino e coordinatore Lega Nord Perugia)

“Ponte Felcino è diventato una sorta di ghetto – ha esordito Tassi –  Tutte le scelte sbagliate della precedente amministrazione comunale si sono condensate in questo quartiere e quando si gira per le strade si ha la percezione che il fenomeno immigrazione sia alto e che i cittadini non siano al sicuro. Basta leggere i fatti di cronaca per rendersene conto: dall’arresto per terrorismo dell’Imam della moschea, fino a tutti gli episodi di furti e violenza a cui assistiamo periodicamente. La domanda è: questa è Ponte Felcino? Noi diciamo di no. Questa è la Ponte Felcino che ha voluto creare la precedente amministrazione: un serbatoio di voti senza piano urbanistico e senza una direzione precisa in merito alla sua vocazione. A noi della Lega Nord ci definiscono razzisti, fomentatori di odio sociale: ma in questo quartiere alle regionali abbiamo preso 184 voti e se siamo qui è perché vogliamo metterci la faccia, rispondere alle persone che ci hanno dato la fiducia e portare idee nuove per permettere a questo quartiere di vivere nella normalità e non nella paura. Da oggi partiranno una serie di incontri con i cittadini”.

STEFANO CANDIANI (Senatore Lega Nord)

“Non possiamo nascondere la realtà dei fatti – ha detto il senatore Candiani – Il politicamente corretto impedisce alla gente di godere i suoi diritti civili. Siamo qui per una questione elettorale? Si, perché quando ci avete votato avete avuto aspettative nella Lega Nord e noi siamo qui per dare risposte a quelle persone che ci hanno scelto. Quello che accade qui non è differente rispetto a quello che accade in altre realtà dove la gente, purtroppo, non ha avuto il coraggio di riconoscere nella Lega un punto di riferimento e si sono rassegnati ad accettare situazioni di pericolo quotidiano che non sono normali. Tutti gli episodi di violenza, di furti e rapine sono realtà che non centrano nulla con l’accoglienza dei profughi. L’accoglienza di chi viene da situazioni di guerra e che anche noi della Lega Nord sosteniamo, non centra niente con l’accoglienza di chi viene nel nostro paese solo per vivere alle spalle degli italiani. Situazione quest’ultima che poi crea conflitto sociale, disagio e mette a rischio la sicurezza dei cittadini. Basta pensare – ha detto il senatore illustrando i dati ufficiali del Ministero dell’Intero e della Prefettura – che in Italia vengono spesi oltre 3 miliardi di euro per l’accoglienza profughi.

Solo in Umbria nel 2015 erano ospitati 1829 richiedenti asilo e nel 2016 si prevede un incremento oltre il 20%. Ad ognuno di loro viene destinata una quota di 35,5 euro al giorno, più un albergo dove stare, pasti, vestiti e quant’altro. Al contrario ci sono però famiglie italiane, disoccupati, pensionati, disabili che sono italiani, ma che non riescono ad arrivare a fine mese.

Ecco come si crea conflitto sociale. Un paese serio – ha continuato – spende 3 miliardi di euro per aiutare le persone in difficoltà che in quel paese sono nati e ci vivono e non li spende per chi non sai neanche se ha il diritto di restare in Italia e quindi se veramente è un profugo che viene da zone di guerra. Anzi, secondo le stime ufficiali si calcola che solo il 5% dei migranti che arrivano in Italia sono realmente profughi di guerra. Il resto sono solo persone che vengono qui per vivere con i nostri soldi. Tra l’altro, quasi la metà di quelli che arrivano non si sa dove vanno a finire: se ne perdono le tracce già pochi giorni dopo l’arrivo con tutte le conseguenze che ne derivano legate alla sicurezza”.

ALTRI INTERVENTI

Nel corso del dibattito molti cittadini sono intervenuti per portare la propria testimonianza ed illustrare punti di vista e proposte. Tra gli altri il consigliere regionale Lega Nord Umbria, Valerio Mancini ha parlato di “immigrati che arrivano nei paesi senza che i sindaci o i cittadini sappiano nulla”. Importante anche l’intervento di un rappresentante del COMITATO PONTE FELCINO “nato per dare risposta ai cittadini a situazioni di disagio – spiega – Da poco abbiamo attivato una raccolta firme alla quale hanno aderito cittadini e anche stranieri integrati nel quartiere. Ci hanno dato dei razzisti, ma noi frequentiamo anche gli stranieri ben integrati e le loro case, collaboriamo e ci confrontiamo con loro. Tuttavia non possiamo tollerare la situazione dell’ostello – spiega – dopo la trasformazione in centro di accoglienza ci sono stati molti problemi legati all’ordine pubblico: schiamazzi, litigi, bambine di 10 anni inseguite per strada, furti e quant’altro. Abbiamo paura di mandare in giro i nostri figli di notte. Chiediamo di restituire l’ostello alla comunità e vogliamo riappropriarci anche del parco, ormai distrutto e pensare alle nostre scuole che versano in uno stato pietoso”

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