Lega Nord, Candiani e Marchetti a fianco dei lavoratori della Perugina

I sindacati sembrano essere più interessati a compilare le domande di disoccupazione

Lega Nord, Candiani e Marchetti a fianco dei lavoratori della Perugina

Lega Nord, Candiani e Marchetti a fianco dei lavoratori della Perugina

PERUGIA – I sindacati sembrano essere più interessati a compilare le domande di disoccupazione piuttosto che a sostenere politiche di sviluppo industriale. Il Segretario Nazionale Lega Nord Umbria, Stefano Candiani congiuntamente al commissario cittadino di Perugia, Riccardo Augusto Marchetti scende in campo a sostegno degli operari della Perugina e si dichiara disponibili a qualsiasi iniziativa promossa dai dipendenti per salvaguardare la nota azienda. La Lega Nord Umbria da tempo si è mossa sulla questione presentando un’interrogazione parlamentare per mano del Sen. Stefano Candiani ove si chiedeva quali provvedimenti di propria competenza, anche in termini di moral suasion, il Ministro di competenza intendesse adottare per la gestione della crisi e scongiurare così il licenziamento di centinaia di lavoratori.

La battaglia è poi proseguita in Regione dove  i consiglieri Regionali Lega Nord Umbria, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini, cogliendo la criticità della situazione posta in essere, hanno richiesto la convocazione e audizione dei vertici della Perugina e dei sindacati al fine di avere un quadro operativo più definito e trovare possibile soluzione.

“In questa vicenda ed ancor più in ambito nazionale si sta perdendo la vera essenza di quella che è stata storia industriale – affermano Candiani e Marchetti –  dove i sindacati sembrano essere più interessati a compilare le domande di disoccupazione piuttosto che coadiuvare e sostenere politiche di sviluppo industriale. In questa vicenda è evidente l’errore da parte dei sindacati i quali sembrano essere ancora attaccati al modello economico del 1950 quando il loro compito era quello di equilibrare il rapporto imprenditore operaio.

Oggi l’obiettivo dovrebbe essere diverso, la società stessa è cambiata e si dovrebbe lavorare per creare un piano di sviluppo industriale che guardi al futuro, creare quel know how che “obblighi” le multinazionali a rimanere sul territorio ed investire su queste splendide terre.

Con questa mentalità chiusa ed arcaica, tipica di chi non vede oltre il proprio orticello, si è arrivati in Umbria ad una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, con un tasso di povertà tra i più alti di Italia e un’attività industriale destinata ad essere cannibalizzata dalle multinazionali che sul nostro territorio investono solo la forza lavoro (fin quando gli fa comodo) diversamente da aziende come la Spagnoli che con la Perugina impiegò, in Umbria, testa, cuore e mani, dando lavoro e sostegno a centinaia di famiglie locali.

Come Lega Nord – concludono Candiani e Marchetti – chiediamo alla Regione Umbria maggiore attenzione alle politiche lavorative perché casi come la Perugina, la Ex pozzi, la Novelli, la Thyssenkrupp non sono di certo scollegati: c’è un problema di fondo volto ad una politica che non investe in cervelli, idee ed innovazione, ma resta immobile con l’unica preoccupazione di spartirsi le poltrone come riportano cronache locali sulla vicenda di Walter Orlandi, braccio destro della Presidente Marini”.

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