L’effetto Monteripido non ha tardato a farsi sentire, dice Realtà Popolare

L'effetto Monteripido non ha tardato a farsi sentire, dice Realtà Popolare
monteripido

L’effetto Monteripido non ha tardato a farsi sentire!

Giampiero Tamburi, Impianti sportivi comunali
gianpiero TAMBURI

da Giampiero Tamburi, Coordinatore provinciale
Realtà Popolare Perugia
In quella splendida cornice del Convento dei frati Francescani le idee vengono…eccome! Lasciatevelo dire da chi, essendo nato in quel di Porta Sant’Angelo e precisamente in Corso Garibaldi, l’ha vissuto personalmente; addirittura la Cappella di quel Convento, è stata il luogo dove ho fatto la Prima Comunione. È vero! Come si leggeva in un articolo di qualche giornale locale, il luogo ispira perché, dalle sue finestre, si può ammirare un magnifico panorama della città ma, peccato, solo della parte nord. Forse sarà per questo che nella parte sud, che tra l’altro comprende via dei Filosofi, via della Pallotta, Fontivegge, via del Macello e molti altri posti, si annida la gran parte della malavita e vogliono risolvere la cosa mettendo una miriade di telecamere! Ma questa è un altra questione. Bando alla poesia e parliamo di politica!

summit “Monteripidese”


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Ritornando allo scopo del summit “Monteripidese”, l’idea primaria e fondamentale del suo scopo, come dichiarato dallo stesso Sindaco, è di abbandonare il “civismo” affrontando la gestione dei lavori e delle faccende comunali, essenzialmente e necessariamente, in modo “politico”. Benissimo! Si può fare, perché no. È nel pieno delle loro facoltà ma, come ho avuto modo di dire in un altra occasione, per essere coerente con se stesso, il Sindaco dovrebbe buttare alle ortiche la Giunta attuale, rimpiazzandola con uomini che sono dei politici votati dalla cittadinanza perché, quella che è seduta sugli scranni comunali, fu nominata secondo quel principio di gestione “civica” rinnegata al Convento dato che i chiamati sono stati scelti al di fuori degli eletti.

Si vocifera anche e questa è una tesi che noi di Realtà Popolare non prendiamo neanche minimamente in considerazione, che la necessità di chiamare la maggioranza, riportandola alla perduta coesione, è quella di fermare la corsa di un “Crazy horse” che, a briglia sciolta, ha preso una direzione reputata pericolosa e non adeguata alle aspettative di chi vorrebbe gestire in modo diverso i problemi.

Come fare per applicare questi principi? Semplicissimo! Se fossi io a decidere, cosa che non è, sicuramente dopo i fatti, a dir poco sconvenienti, verificatisi in qualcuna delle ultime Commissioni permanenti, nelle quali si è rischiato addirittura materialmente di farsi male, avrei ritenuto necessario che, come garanzia di un buon andamento delle stesse, la presenza dell’Assessore competente in materia: unico modo possibile per avere sotto controllo la situazione.

Ogni tanto bisognerebbe avere la pazienza di andare sul sito del Comune alla pagina: http://www.comune.perugia.it/pagine/notizie-organi-e-attivita-istituzionale ed entrare nella parte “comune informa – commissioni” e guardarne le convocazioni, per rendersi conto di come svolgono i lavori.

Ed il Consiglio come potrei fare, se fossi sempre io a decidere, a indirizzarlo per il verso giusto dopo alcune sedute condotte all’insegna dell’offendiamoci a vicenda? Anche questo verificabile guardando lo streaming delle sedute, specialmente quelli del 5 e del 12 ottobre, alla pagina : http://www.comune.perugia.it/pagine/archivio-registrazioni-sedute-consiglio. Semplicissimo! Gli ordini del giorno, discussi ed approvati in Commissione, portati alla discussione, prima del voto finale nella sede consiliare, dovrebbero essere valutati e spiegati dallo stesso Assessore competente in materia e, nel caso venissero presentati emendamenti agli stessi, senza che ne avessi avuto precedente informazione, essere sicuro che non vengano accettati da chi ne ha facoltà e cioè, dallo stesso Consigliere presentatore del relativo ordine del giorno.

Ma ora mi sorge un dubbio! Tutto ciò è possibile farlo o va contro una sana Democrazia di gestione della cosa pubblica? Ragionato sopra questo dilemma mi sono reso perfettamente conto che questo tipo di gestione offenderebbe tutti: da chi l’applicherebbe a chi la dovrebbe subisce! Lasciatemelo dire da responsabile politico di un movimento che ha i valori di un centro-destra moderato ma che sa vedere il giusto da fare per il bene della comunità e lo fa proprio, a prescindere da quale parte politica provenga. Giampiero Tamburi Coordinatore Provinciale

L’effetto Monteripido

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