Lavoro: approvata proposta legge contro cadute da alto

Sicurezza

incidenti-sul-lavoro(umbriajournal.com) PERUGIA – Approvata all’unanimità dalla Terza commissione consiliare di Palazzo Cesaroni la proposta di legge che introduce per la prima volta in Umbria una normativa per prevenire le cadute dall’alto e da sfondamento, che costituiscono il 25 per cento del totale delle morti sul lavoro, ma si rivolge anche ai cittadini che eseguano lavori ad un’altezza superiore ai due metri. La legge nasce dal lavoro svolto da una sottocommissione composta, oltre che dal personale degli uffici tecnici di Giunta e Consiglio, dall’assessore Stefano Vinti e dai consiglieri Manlio Mariotti (Pd) e Maria Rosi (Pdl). Quest’ultima aveva presentato un suo disegno di legge sull’argomento, che è stato integrato nel testo predisposto dalla Giunta. Il presidente della Commissione, Massimo Buconi (Psi), ha dato incarico agli uffici di munire il testo approvato all’unanimità di una apposita clausola valutativa, che impegni la Giunta a riferire periodicamente in Consiglio sull’attuazione della legge.

“Si tratta di una battaglia culturale – ha spiegato l’assessore Vinti – per prevenire le cadute dall’alto e da sfondamento durante lo svolgersi di qualsiasi attività, dall’edilizia all’agricoltura ed all’allestimento di strutture provvisorie per spettacoli teatrali, musicali, cinematografici o altre forme di intrattenimento. La proposta di legge mira a diffondere la cultura della prevenzione dei rischi di infortunio su tutte le attività che si svolgono in quota, anche quelle dei cittadini quando si espongono ad un’altezza superiore ai due metri. Abbiamo previsto campagne informative e un sistema di formazione dei lavoratori e dei tecnici responsabili della progettazione di lavori in quota, oltre che la stesura obbligatoria di un elaborato tecnico sui lavori ed un attento monitoraggio informatico e telematico.

Si apre una fase nuova – ha concluso – per la salvaguardia dell’incolumità fisica dei lavoratori e di tutti coloro che lavorano in quota”. Soddisfatta anche Maria Rosi, che ha visto accogliere le istanze più significative della sua proposta di legge sul medesimo argomento, confluite nel testo approvato stamani: nelle attività in quota su edifici dovranno essere applicate misure di protezione quali sistemi di ancoraggio permanenti ed i progetti edilizi dovranno essere integrati da un elaborato tecnico della copertura e delle facciate, la cui assenza o incompletezza determineranno l’irricevibilità della richiesta del permesso a costruire. “Si trattava di due proposte di legge praticamente complementari – ha aggiunto Mariotti, che con la Rosi e l’assessore Vinti ha lavorato alla stesura di un testo unico – dove ai principi individuati sono stati aggiunti dei presupposti tecnici che hanno reso il testo coordinato e omogeneo”.

SCHEDA La presente legge promuove e favorisce le azioni volte a prevenire le cadute dall’alto nello svolgimento di qualsiasi attività che espone le persone al rischio di caduta da una quota superiore ai due metri di altezza ed in particolare quelle attività che si svolgono nell’ambito dell’edilizia, dell’industria, dell’agricoltura, nonché dell’allestimento di strutture provvisorie per lo svolgimento di spettacoli teatrali, cinematografici, musicali o per altre forme di intrattenimento. La Regione realizza attività formative rivolte ai lavoratori ed ai soggetti incaricati di assicurare in sede progettuale ed esecutiva l’adozione delle misure di sicurezza. Per estendere la cultura della prevenzione e la tutela della salute e della sicurezza saranno attuate campagne di informazione e comunicazione.

I progetti relativi a interventi edilizi soggetti a permesso di costruire o a segnalazione certificata di inizio attività (Scia) riguardanti le coperture o le facciate ventilate prevedono l’applicazione di misure di prevenzione e protezione, quali ad esempio sistemi di ancoraggio permanenti, che consentono lo svolgimento delle attività in quota, il transito e l’accesso in condizioni di sicurezza. Devono essere integrati da un elaborato tecnico che contenga le indicazioni progettuali, le prescrizioni tecniche, le certificazioni di conformità e quant’altro necessario ai fini della prevenzione e protezione dei rischi di caduta dall’alto. Tale elaborato dovrà essere aggiornato nel caso di interventi di modifica e deve essere messo a disposizione di coloro i quali successivamente svolgano ulteriori attività in quota. L’assenza o l’incompletezza dell’elaborato tecnico determina l’irricevibilità dell’istanza di permesso a costruire. La Giunta adotterà un regolamento contenente tutte le prescrizioni e le indicazioni tecniche entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge; i Comuni adegueranno le proprie disposizioni entro 12 mesi dalla pubblicazione delle norme regolamentari sul Bollettino ufficiale della Regione. In adempimento alla clausola valutativa, la Giunta relazionerà al Consiglio regionale sui dati tecnici, sulle attività eseguite e sulle modalità adottate in materia di formazione e prevenzione.

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