Laffranco: Umbria, non declassare archivio di Stato di Perugia. Franceschini riveda decisione

da On. Avv. Pietro Laffranco
“Quali iniziative il Governo intenda intraprendere affinché sia salvaguardato l’Archivio di Stato di Perugia con le sue Sezioni distaccate di Spoleto, Foligno, Gubbio, Assisi ed Orvieto, bene prezioso in cui è conservata la straordinaria memoria storica di un territorio, da valorizzare e tutelare e non da depauperare.” Questo il quesito centrale posto dall’interrogazione urgente presentata al Ministro dei Beni Culturali, Franceschini, dal Deputato umbro di FI, Pietro Laffranco.

“Con il DPCM del 29 agosto 2014, n. 171 e, in seguito, con il DM 27/11/2014 – ricorda Laffranco -gli Istituti archivistici umbri sono stati fortemente penalizzati. Infatti, la riforma varata dal Ministro interrogato, priva l’archivio di Perugia del livello di istituto dirigenziale, declassandolo e disponendo il suo accorpamento con la Sopraintendenza archivistica delle Marche con sede ad Ancona.”

“L’Archivio di Stato di Perugia – precisa il Deputato di FI – si compone di oltre 300.000 pezzi, tra membranacei e cartacei, con estremi cronologici compresi tra il 996 e il 1974. La documentazione, che occupa complessivamente circa 55.000 metri lineari di scaffalatura, è integrata da un consistente patrimonio librario che, tra volumi e opuscoli, oltrepassa il numero di 10.000 pezzi.”

“Data l’importanza dei documenti presenti all’interno dell’istituto archivistico perugino, la mancanza della figura dirigenziale limiterà fortemente il campo d’azione, le possibilità di intervento, nonché le capacità propositive e operative che caratterizzano oggi l’Istituto.

A questo va aggiunto che l’istituto archivistico non rappresenta soltanto un servizio per i cittadini – attacca Laffranco – ma anche una necessità imprescindibile per una Regione che si caratterizza come universitaria avendo sul proprio territorio addirittura due Atenei, ossia altrettanti ampi bacini di utenza (stage, tirocini, ricerche, tesi di laurea, partecipazione ai Corsi di archivistica, paleografia e diplomatica) e che deve poter offrire agli studenti spazi e orari adeguati agli standard europei.”

“Ecco perché – conclude il parlamentare – a seguito dell’appello dei sindaci delle città umbre coinvolte, rilanciato dal Presidente del Consiglio comunale di Spoleto, Giampiero Panfili e della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 24 febbraio, è indispensabile che il Ministro Franceschini, la cui sensibilità politica è nota, riveda i precedenti provvedimenti: la nostra azione non è bieco campanilismo ma necessita culturale di un’intera comunità regionale.”

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