La sinistra umbra nel nuovo Consiglio regionale

Il voto di domenica consegna all’insieme delle forze progressiste umbre una grande responsabilità. Gli elettori hanno infatti mandato un duplice messaggio: da un lato – con la grande crescita dell’astensionismo, il consolidamento del Movimento 5 Stelle e il successo delle componenti più aggressive ed inquietanti della destra- confermano l’evidente insoddisfazione di larghi strati di popolo, duramente colpiti dalla crisi e dalle politiche di austerità e non adeguatamente difesi dalle forze che a lungo li avevano rappresentati.

Al tempo stesso, però, il voto continua ad affidare il governo della Regione agli eredi delle forze che costruirono l’esperienza regionalista e promossero, in anni non lontani, il progresso dell’Umbria. E’ dunque un voto che contiene una dura critica e al tempo stesso offre un’opportunità: quella di procedere senza indugio ad un vero rinnovamento, una svolta da compiere nel solco delle indicazioni (più innovazione, più sostenibilità, più uguaglianza) del programma comune della coalizione. E’ una responsabilità che spetta innanzitutto al Partito Democratico, che sul voto dovrà riflettere attentamente, ma che coinvolge anche le forze impegnate a promuovere anche in Umbria la nascita di una nuova sinistra di governo.

In questa prospettiva il risultato della lista Umbria più uguale, promossa da Sinistra Ecologia Libertà, da La sinistra per l’Umbria e dalle liste civiche progressiste, è contenuto ma significativo e coglie – anche grazie all’impegno generoso di candidate e candidati – i due obiettivi minimi che ci eravamo proposti nel difficile contesto della campagna elettorale: impedisce alla destra di impadronirsi del governo dell’Umbria e rende visibile e credibile, anche attraverso l’elezione di Giuseppe Biancarelli nel nuovo Consiglio regionale, un processo che si è finalmente messo in moto nella sinistra umbra, e che deve rimanere aperto.

Si tratta solo di un primo passo, perché c’è tutto un campo di forze da riorganizzare, a partire dalle grandi questioni del presente e del futuro. Lo faremo nei prossimi mesi, con l’autonomia di pensiero, la passione e lo spirito critico che abbiamo messo nella campagna elettorale.

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