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La Sinistra per Perugia: «Perugina, per salvarla rimanesolo lotta operaia»

La Sinistra per Perugia resterà a fianco dei lavoratori che lotteranno per conquistare un posto sicuro di lavoro e un futuro per la Perugina

baci perugina
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La Sinistra per Perugia: «Perugina, per salvarla rimane solo lotta operaia»

da Giuseppe Mattioli (La Sinistra per Perugia)
A pochi giorni dagli incontri fra la direzione della Nestlè, prima con le istituzioni locali, poi con il sindacato, sta piano piano emergendo fra gli operai la verità, e quindi crescono le preoccupazioni, in merito alle prospettive occupazionali e produttive alla Perugina.

Passati gli entusiasmi iniziali, per il fiume di parole dell’azienda, il risultato negativo e sicuro che emerge, è quello della perdita di due marchi famosi: le caramelle, tra cui la Rossana e le Ore liete, cioè i biscotti, con la conseguente riduzione di un notevole numero di lavoratori. Inoltre, dei tanto sbandierati sessanta milioni di investimento, solo quindici serviranno per l’ammodernamento tecnologico dello stabilimento di San Sisto: sicuramente dato positivo ma, in mancanza di altre produzioni aggiuntive, dopo tre anni causerà altra perdita occupazionale, il resto sarà pubblicità e operazioni di marketing.

La Perugina è stata ceduta alla Nestlè, una delle più grandi multinazionali del mondo, nel settore dolciario alimentare, circa ventotto anni fa e, oggi, ci vengono a dire che hanno scoperto l’importanza e la possibile ulteriore commercializzazione del “bacio” nel mondo.

E’ importante ogni ulteriore campagna di pubblicità e di vendita, però tutti sappiamo che una fabbrica come la Perugina, non potrà garantire in futuro neanche l’occupazione attuale producendo solo pochi prodotti se pure leader nel mercato. Quindi diventerà una fabbrica all’avanguardia, specializzata nel cioccolato, competitiva e molto redditiva, ma con meno lavoratori fissi, ulteriore flessibilità, più sfruttamento, pochi stagionali e con il ricorso agli strumenti sociali.

Quello che manca è un vero piano di rilancio produttivo, sorretto da investimenti notevoli e sicuri che cambino l’azienda e mettano la Perugina in grado di svolgere un ruolo trainante nel settore dolciario-alimentare nei mercati esteri, oltre a quello nazionale.

Non vediamo, tra l’altro, relazioni industriali avanzate, se lo schema produttivo attuale è il risultato di scelte portate avanti da anni e ribadite con le proposte contenute nel piano aziendale: tutto il resto come organigrammi, comitati, non cambiano la sostanza delle cose.

Noi crediamo che i lavoratori si aspettassero un piano industriale diverso, giudicato invece frettolosamente positivo dal sindacato.

Le assemblee, quindi, dovrebbero servire a prendere consapevolezza che queste proposte di ulteriore impoverimento dello stabilimento di San Sisto sono inaccettabili e prepararsi a costruire un movimento di lotta per far recedere la Nestlè dai suoi propositi, con un cambio radicale delle scelte aziendali.

La Sinistra per Perugia resterà a fianco dei lavoratori che lotteranno per conquistare un posto sicuro di lavoro e un futuro per la Perugina.

La Sinistra per Perugia

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