La sinistra per Perugia: la città non abbandoni i profughi

“Un delirio di stampo razzista è preda dei settori più retrivi della destra perugina, al governo della nostra città. Riteniamo inaccettabile l’indisponibilità dell’amministrazione comunale di Perugia ad accogliere profughi”. È quanto afferma La sinistra per Perugia. “In un mondo in cui, secondo le fonti Onu, i profughi causati da guerre, persecuzioni etniche e religiose, crisi ambientali e malattie sono circa 50milioni – prosegue La sinistra per Perugia –, l’Umbria, con circa 920mila abitanti, accoglie complessivamente 1071 profughi, di cui 671 in provincia di Perugia e 380 nel suo capoluogo, una città di circa 170mila abitanti.

Secondo alcuni amministratori, che potremmo definire pittoreschi, se non parlassimo di una situazione drammatica, Perugia sarebbe stata, in questi anni, oggetto di un’accoglienza ‘selvaggia’”. “Una ‘balla’ in piena regola – commenta ancora La sinistra per Perugia –, tesa ad alimentare ‘la paura dell’altro’ e la guerra tra i poveri, la guerra sociale del penultimo contro l’ultimo, contro il più debole. La guerra ai profughi è forviante rispetto al vero avversario, ciò gli speculatori finanziari internazionali, indicando ai tanti cittadini lavoratori colpiti dalla crisi, e costretti a pagarla attraverso politiche di austerità che creano disoccupazione, precarietà e riduzione dei diritti sociali, un falso nemico”.

“È bene ricordare – dichiara inoltre La sinistra per Perugia – che la grande maggioranza dei profughi che raggiungono l’Italia sono in transito verso altri paesi del nord Europa e che, comunque, i migranti e profughi che si fermano forniscono un contributo notevole alla produzione della ricchezza nazionale occupando settori del mercato del lavoro, come l’edilizia, l’agricoltura e i servizi alla persona, che soffrono una carenza di domanda, in quanto duri, con scarso riconoscimento sociale e certamente non ben retribuiti”.

“Riteniamo – conclude La sinistra per Perugia – che vadano mantenute le politiche di accoglienza dei profughi, quale gesto minimo di umanità e risarcimento delle politiche neocoloniali dell’occidente, così come indica anche papa Francesco. Giudichiamo necessario che la città rilanci la sua vocazione internazionale anche con uno sforzo di solidarietà e umanità, così come si è caratterizzata in questi decenni, dando cittadinanza a tanti cittadini stranieri e italiani, compreso un consigliere di origine partenopea”.

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