La politica al servizio di una nuova sanità di cittadinanza

L’organizzazione della “nuova sanità regionale” richiederà una sinergia e partecipazione di tutti i soggetti

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La politica al servizio di una nuova sanità di cittadinanza

L’azione della Giunta e del Consiglio regionale, oggi, non può che muoversi tenendo conto della forte e veloce spinta riformatrice che sta portando avanti il Governo nazionale su tanti temi, uno su tutti la riforma del Titolo V della Costituzione, così da interpretare al meglio anche il nuovo significato di regionalismo.

Questo quadro ci deve spingere ad obbiettivi più ambiziosi e coerenti con il nostro programma elettorale, forse anche difficili da immaginare fino a qualche anno fa, ma oggi non più rinviabili, perché diversamente questa incapacità o ritardo nell’attuazione delle riforme, farebbe trovare l’Umbria non pronta al confronto sempre più difficile con le nuove sfide che il panorama nazionale pone all’orizzonte.

“Visione, progetto e attuazione” dovrà essere per il Partito Democratico un metodo di lavoro e un modello di buona gestione della politica e del governo regionale, solo portando alla partecipazione degli organi di partito e dei cittadini i progetti di riforma a cominciare dalla loro ideazione e non soltanto nel momento della mera ratifica degli stessi, potrà rappresentare un vero cambiamento e un modo trasparente e meritorio dell’azione Politica.

Quanto all’argomento di questa Direzione il PD considera il Sistema Sanitario Pubblico un bene imprescindibile e inalienabile e per questo la sanità in Umbria ha garantito, nel corso degli anni, prestazioni importanti e la possibilità ai cittadini di curarsi con standard elevati.

Oggi per mantenere alti livelli di qualità nei servizi erogati, sono richieste azioni di riforma, riqualificazione e aggiornamento congrui con le mutate esigenze di una società in rapida evoluzione e con le sfide di riorganizzazione imposte dalle nuove normative, sia in relazione ai nuovi criteri qualitativi ospedalieri, sia in rapporto alla ridefinizione di una nuova organizzazione del lavoro.

Una nuova politica, pertanto, che deve coinvolgere tutto il sistema, incidendo radicalmente sui punti nevralgici e nodali dell’organizzazione e che veda quale passaggio obbligatorio e imprescindibile una riassunzione delle funzioni di indirizzo, programmazione e controllo, demandando ai manager la realizzazione di tali obbiettivi con un conseguente monitoraggio costante e periodico (ogni 12 mesi) del lavoro svolto.

Oggi il PD si pone l’ambizioso obiettivo dell’eliminazione di quegli aspetti degradanti dell’assistenza sanitaria, quali le lunghe liste di attesa e/o il sovrannumero di presenze nelle strutture che dequalificano l’immagine di tutta la sanità regionale e la percezione che l’utenza ha del sistema. Alla luce di quanto sin qui affermato, fissando l’obiettivo della riduzione progressiva e graduale dei tempi di lista d’attesa (fino a una riduzione dei tempi del 30% in due anni anni e del 70% entro la fine della legislatura), si individuano come prioritari, verso una diminuzione costante e monitorata nel tempo delle criticità sopra indicate, i seguenti impegni:

-1- Riorganizzazione della medicina territoriale che dovrà essere in grado di ristabilire un corretto rapporto medico/paziente, ridefinire corretti percorsi diagnostico/terapeutici per tutte quelle patologie demandate alla gestione del territorio, così da rappresentare il filtro inderogabile ad un corretto e appropriato accesso alle strutture ospedaliere, facendosi carico della gestione dei quadri clinici gestibili all’interno dell’organizzazione assistenziale territoriale e senza appesantire le strutture delle aziende ospedaliere.

-2- Ridefinizione dei ruoli dei vari Presidi Ospedalieri secondo un principio, peraltro imposto dalla normativa, di “chi fa e cosa” e secondo un percorso di razionalizzazione e regionalizzazione sanitaria finalizzato alla creazione di un virtuale “policlinico regionale”, che veda necessariamente la ridefinizione dell’organizzazione e delle funzioni delle Aziende Ospedaliere (Perugia e Terni) quali Hub dei relativi ambiti territoriali e dei Presidi Ospedalieri pertinenti.

-3- Messa in rete dei servizi recuperando inefficienze e garantendo nel contempo appropriatezza dei percorsi diagnostico/terapeutici a garanzia della uniformità delle prestazioni sanitarie in tutto l’ambito territoriale.

-4- Ridefinizione della rete dei Presidi Ospedalieri, sede di dipartimenti dell’emergenza le cui funzioni dovranno essere viste alla luce della recente normativa e per le quali sarà necessario immaginare assetti organizzativi in linea con la nuova visione funzionale regionale.

Con l’obiettivo di rendere sempre più trasparenti i processi e di ottimizzare e risparmiare risorse al fine di investire le stesse in progetti funzionali alla risoluzione delle criticità sopra indicate si ritiene utile:

-5- Pubblicare online ogni trimestre i dati sui progressi conseguiti nell’abbattimento delle liste di attesa.

-6- Avviare e sperimentare progetti macroregionali su servizi che per la loro tipologia possono essere promossi in sinergia con regioni confinanti, così da renderli egualmente efficienti ma con un sostanzioso risparmio di risorse.

-7- Ad oggi, per quanto in crescita progressiva, meno della metà degli acquisti passa dalla Centrale Unica. Nell’ottica di una maggior razionalizzazione e maggiori risparmi l’obiettivo dovrà essere massimizzarne l’efficienza  puntando alla totalità degli acquisti entro la fine della legislatura;

-8- Verificare in questi anni il funzionamento dell’attuale organizzazione delle aziende e contestualmente avviare una fase di studio e valutazione sugli eventuali minori costi/efficienza dei servizi di un’organizzazione che veda un assetto ridotto delle attuali aziende.

L’organizzazione della “nuova sanità regionale” richiederà una sinergia e partecipazione di tutti i soggetti, istituzionali e degli operatori della sanità, monitorata nel tempo e che abbia come priorità il rispetto degli impegni per il superamento delle criticità sopra evidenziate.

La politica

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