La Perugina finisce in Parlamento, l’impegno di Epifani, Giulietti e Cardinali

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La vicenda della Perugina approderà in Parlamento grazie all’interessamento dell’on. Guglielmo Epifani, presidente della Commissione Attività produttive della Camera, dell’on. Giampiero Giulietti e della sen. Valeria Cardinali,che ieri hanno incontrato il coordinatore della rsu della Perugina Luca Turcheria e il segretario provinciale della Cgil Filippo Ciavaglia per discutere del futuro dello stabilimento di San Sisto. Turcheria ha illustrato ai parlamentari la situazione in cui versa l’azienda, dove un anno fa è scattato il contratto di solidarietà per gli 861 dipendenti, scongiurando così i 210 esuberi prospettati da Nestlè, e che oggi vede una forte contrazione dei volumi produttivi e di conseguenza un calo del numero dei lavoratori stagionali.

“Nestlè non sembra intenzionata ad investire sulla Perugina, mettendo così a rischio il futuro di un’azienda sito industriale di riferimento dell’economia umbra che attualmente tra contratti a tempo indeterminato e stagionali impiega 1.100 persone”, ha spiegato Turcheria. Le preoccupazioni per le sorti della Perugina hanno indotto i lavoratori ad istituire un presidio permanente a Perugia per raccogliere firme e presentare il loro piano industriale di rilancio dell’azienda che prevede maggiori investimenti e l’avvio di produzioni contro stagionali.

Preoccupazioni che sono state accolte e condivise dai parlamentari Epifani, Giulietti e Cardinali che già dai prossimi giorni porteranno la questione all’attenzione del Governo attraverso specifiche interrogazioni. Il presidente della Commissione Attività produttive Epifani ha inoltre prospettato la possibilità di convocare in Parlamento anche i vertici della Nestlè.
“E’ arrivato il momento di chiedere alla multinazionale di chiarire le prospettive industriali dello stabilimento di San Sisto e le scelte che intende effettuare in Italia – hanno affermato i parlamentari – Condividiamo le preoccupazioni dei lavoratori e ci impegniamo sin d’ora a portare la vicenda all’attenzione del Governo. E’ nostro dovere difendere la Perugina e soprattutto tutelare i lavoratori, andando oltre il contratto di solidarietà, in scadenza il prossimo agosto. Perugia e l’Umbria intera meritano una risposta”.

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