La Lega Nord e Fontivegge Perugia, l’esercito? Ma…

i militari non hanno il potere di arrestare direttamente una persona

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La Lega Nord e Fontivegge Perugia, l’esercito? Ma… da Giampiero Tamburi PERUGIA – L’Esercito per Fontivegge… … come per Bosnia Erzegovina, Iraq, Libano, Kosovo, Afganistan, Somalia, Libia; tanto per citare le più recenti e conosciute! Presentando l’ordine del giorno che chiede di utilizzare l’Esercito come presidio e pattugliamento, per il quartiere di Perugia, il capogruppo del partito che rappresenta in Comune la Lega Nord, si assume, nei confronti della città, naturalmente se dovesse essere messo in atto un tale provvedimento (cosa che non credo assolutamente), una responsabilità non indifferente, sia di ordine morale, politica che civile.

A parte il non trascurabile ostacolo che i militari non hanno il potere di arrestare direttamente una persona che sospettano abbia commesso un reato, ma la possono semplicemente segnalare alle forze dell’ordine, impegnano, con ciò, le medesime (con uomini e mezzi) ad un lavoro ancora maggiore di quello che hanno ora, sicuramente con scarsi risultati.

La famosa operazione “Strade Sicure” nasceva, con il secondo Governo Berlusconi, nel 2008, come una misura straordinaria, ideata solamente per sei mesi (!) e che, invece, è ancora in vigore dopo 8 anni e, come tutti se ne possono rendere conto, le situazioni di criminalità nelle strade del nostro Paese non sono certo migliorate! Il Capogruppo, nella sua nota, paragona l’intervento su Assisi a quello che dovrebbe essere qui a Perugia.

Su ciò non si tiene conto di una sostanziale differenza e cioè che ad Assisi sono stati impegnati i militari dell’Esercito per motivi ben più gravi del fermare la “microcriminalità urbana” e questo motivo primario è il tangibile timore del “terrorismo internazionale” (come avviene in altre città italiane).

Una tale soluzione avrebbe motivo solo se ci fosse un intervento delle multinazionali del crimine che, con il loro procedere in situazioni criminali, cambiassero il volto della città e questo, fortunatamente, ancora non avviene e non c’è neanche il sentore che possa esserlo in avvenire. Sostanziale differenza che mette in luce un aspetto non di secondaria importanza: non sperperare i soldi dei contribuenti per azioni ed operazioni non necessarie delle quali si potrebbe benissimo farne a meno.

C’è poi l’aspetto squisitamente nostrano, implicito nella richiesta fatta; l’ammissione che la Giunta Romizi che se anche è vero che abbia trovato una situazione altamente inquinata dalla “microcriminalità”, non ha la capacità ne politica ne sociale di cambiare sostanzialmente la situazione: grave atteggiamento politico per un partito che sostiene in Comune la maggioranza. Sono ben altri i provvedimenti che si devono adottare per questo serio stato dei nostri quartieri, perché non solo di Fontivegge si tratta.

Provvedimenti che, se non andiamo errati, sono in discussione e potrebbero, se applicati con dovere, cambiare di molto la situazione. Giampiero Tamburi (Coordinatore Perugia Social City)


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