INTRAMOENIA, LA REGIONE RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO

Franco Zaffini

franco zaffini(umbriajournal.com) PERUGIA – “Perseverare nel ricorrere al Consiglio di Stato contro la sospensiva del ‘ticket intramoenia’, da parte della Regione, diventa più che diabolico; diventa disdicevole per un’Istituzione che con i soldi pubblici vuole continuare a ledere un interesse pubblico, anziché tutelarlo”. E’ quanto dichiara il consigliere Franco Zaffini, capogruppo di Fratelli d’Italia, nell’apprendere che la Regione dell’Umbria si accinge a depositare il ricorso al Consiglio di Stato con cui impugna la decisione del Tar che aveva dichiarato illegittima la tassa del trenta per cento sulle prestazioni rese dai professionisti in regime di intramoenia, su istanza dei medici, delle rappresentanze sindacali e delle associazioni di categoria.

“Una scelta miope, dannosa e profondamente ideologica di cui per primi avevamo denunciato il sicuro fallimento, chiedendone conto all’Assessore nel lavori d’aula” aggiunge Zaffini che prosegue: “Credere che questo ‘prelievo’ forzoso sugli utenti dell’intrameonia sia una tassa equa volta a ‘colpire’ solo coloro che la sinistra chiama ‘ricchi’, ma in realtà sono semplicemente persone che avendo la possibilità, ma soprattutto la necessità, utilizzano il servizio di intramoenia, significa non avere idea del danno posto in essere anche nei confronti di coloro che hanno la necessità di rivolgersi esclusivamente servizio pubblico, e che, ora, nelle liste d’attesa si trovano insieme a tutti quegli utenti che in precedenza usufruivano servizio in convenzionamento. Uno strano concetto di equità sociale – afferma ancora Zaffini – i cui risultati hanno portato ad un crollo delle prestazioni rese in regime di intramoenia, ad un ingolfamento inverosimile delle liste d’attesa e, la beffa oltre al danno, al mancato introito che la Regione sperava di ottenere con l’introduzione di questo assurdo balzello, per tenere i conti della sanità in equilibrio secondo le richieste del Governo centrale!”.

 

 

“Questa ennesima ‘perla’ di malgoverno – conclude Zaffini – trova degna conclusione nella decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, con ulteriore aggravio di spesa di denaro pubblico, che sembra rispondere non tanto alla logica immediata di chi vuole ottenere ragione sui propri argomenti, quanto ad un escamotage ingannevole per prendere tempo nei confronti di quei cittadini che hanno diritto al rimborso delle somme ingiustamente pagate, e che, comunque prima o poi dovranno essere risarciti a carico, evidentemente, del bilancio regionale della sanità. Come direbbe un illustre comico: a pagare e a morire viene sempre il tempo…”

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