Interdittiva antimafia, comune nega a M5s accesso agli atti

Sanità, Cristina Rosetti (M5s): "La parola deve andare ai cittadini"

Interdittiva antimafia, comune nega a M5s accesso agli atti
da Cristina Rosetti M5s – Sono trascorsi oltre 10 giorni dal mio accesso agli atti, formulato con urgenza, così come prevede il Regolamento comunale, in ordine all’interdittiva antimafia che ha colpito Gesenu e che costituisce fatto gravissimo di cui ad oggi il Sindaco non ha ritenuto di informare i consiglieri comunali, e di cui abbiamo appreso dalla stampa con tanto di dettagli.

Ma il Comune di Perugia dopo il consueto rimpallo tra uffici, nega oggi di fatto l’accesso agli atti al M5S, violando in maniera gravissima il diritto fondamentale che ha ogni consigliere comunale di accedere agli atti che riguardano l’Amministrazione comunale; consiglieri che peraltro sono tenuti al rispetto del segreto e della riservatezza per quegli atti per cui è previsto dalla legge.

Il Comune di Perugia attraverso i propri uffici, i massimi vertici dirigenziali, dichiara di non essere in possesso dell’interdittiva e gira, senza alcuna autorizzazione della sottocritta, l’accesso atti alla Società Gesenu. Ma non tutto il male vien per nuocere.

Ed infatti il pronto riscontro da parte del legale rappresentante di Gesenu, l’amministratore delegato, Avv. Silvio Gentile, è chiarissima su quale sia la reazione di Gesenu S.p.A. (la società tutta) rispetto all’interdittiva ed è quella che segue: “Fermo restando che Gesenu stra predisponendo le misure necessarie per chiarire alcuni elementi travisati dalla Prefettura, per porre rimedio ad alcune criticità rappresentate nel provvedimento e per tutelare gli interessi della società e dei suoi soci innanzi alle competenti autorità, si ritiene necessario differire l’accesso agli atti richiesto dal consigliere comunale Cristina Rosetti, anche in ragione della peculiare natura dell’atto e della riservatezza dei relativi contenuti, a seguito dell’adozione delle predette misure”.

Pertanto, nonostante le dichiarazioni ad effetto della Giunta e del Sindaco Romizi, di adesione all’attività del Prefetto, la realtà è ben diversa e analogamente lo è la posizione ufficiale della Società Gesenu, la partecipata al 45% dai cittadini di Perugia, e la mette nero su bianco senza possibilità di equivoci, l’Amministratore delegato.

Il Comune di Perugia e Gesenu non ci possono negare, quali consiglieri comunali e rappresentanti della comunità cittadina, quindi, sull’accesso agli atti non ci fermiamo qua. Ma una cosa è chiara, il Primo Cittadino ha deciso di lasciare i cittadini di Perugia e i loro rappresentanti fuori della porta, violando la base di ogni regola democratica.

Interdittiva antimafia

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