INIZIATO A PALAZZO CESARONI IL DIBATTITO SU BILANCIO

(UJ.com3.0) PERUGIA – Il Consiglio regionale dell’Umbria ha iniziato i lavori della seduta odierna, interamente dedicata alla sessione di bilancio. Le presentazione dei tre provvedimenti che compongono la manovra (bilancio, legge finanziaria e collegato) è stata affidata a Fausto Galanello (Pd) mentre le osservazioni dell’opposizione sono state illustrate da Massimo Monni (Pdl).

FAUSTO GALANELLO (relatore di maggioranza-PD): “UNA MANOVRA FINANZIARIA MATURATA IN UN CLIMA ECONOMICO, SOCIALE E POLITICO DI VERA E PROPRIA EMERGENZA – Pesa il momento di stallo istituzionale a livello statale, che rende nei fatti impossibile correggere il rigido crono programma costituito da tagli alla spesa ed aumento delle imposte varato dagli ultimi due governi (Berlusconi/Tremonti e Monti). Parallelamente grava sull’Italia l’irrisolta crisi economico-finanziaria che trascina da ormai cinque anni l’intera Europa nel vortice della recessione.

In poco più di un anno il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 34,5 miliardi, quello delle amministrazioni locali è diminuito di 0,5 miliardi. Una flessione, quest’ultima, che è frutto di un contenimento della spesa non indolore, determinata dal combinato disposto di una riduzione delle risorse previste per la sanità; dall’inasprimento delle regole del Patto di stabilità e quindi all’impossibilità materiale di effettuare i pagamenti alle imprese; dai tagli ai trasferimenti dello Stato su funzioni come trasporto pubblico, ambiente, viabilità, incentivi alle imprese, opere pubbliche. Le conseguenze depressive sull’economia regionale sono sotto gli occhi di tutti, con il dramma dell’assenza di risorse per la cassa integrazione in deroga, che senza interventi nazionali si esauriranno a maggio di quest’anno. In questo scenario nazionale la Regione Umbria propone oggi una manovra di bilancio che ruota attorno ad alcune scelte chiave in cui la priorità rimane quella di tenere assieme lo sviluppo economico, l’innovazione e il lavoro con la coesione sociale, la salute e l’istruzione.

Scelte come l’invarianza fiscale, la riduzione dell’imposta regionale sulla benzina, la soppressione dell’imposta sugli aeromobili, le agevolazioni per autoveicoli ecologici, la riduzione degli oneri per il personale e delle spese di funzionamento, l’equilibrio del sistema sanitario e socio-assistenziale regionale, l’erogazione delle borse di studio universitarie al 100 per cento degli aventi diritto e molto altro, sono indicatori chiari della direzione di marcia intrapresa, pur nelle difficoltà finanziarie dettate dai forti tagli ai trasferimenti statali. Tagli che si sono succeduti negli ultimi 3 anni, a fronte dei quali la Regione Umbria dispone di soli 120 milioni non vincolati su un bilancio di 2 miliardi e 305 milioni. L’azzeramento delle possibilità di indebitamento blocca di fatto anche investimenti già programmati e le uniche possibilità di intervento in materia di sviluppo economico saranno legate ai fondi Fas e comunitari.

Una situazione, questa, che nei fatti costituisce una forte limitazione del ruolo e delle funzioni della Regione quale Ente di governo e di programmazione. Un contesto difficile, quindi, in cui possiamo ancora puntare su obiettivi ambiziosi che, in quanto “Regione virtuosa”, risulta ancora possibile perseguire. L’Umbria infatti si presenta ancora tra quel gruppo di Regioni italiane che non è stata costretta, grazie al sostanziale equilibrio dei propri conti, a ripianare il bilancio della sanità a suon di tasse. In altre parole l’Umbria ha il merito di aver evitato di tartassare i cittadini per pareggiare il bilancio. Questo è stato possibile perché si è lavorato per tempo alla messa in sicurezza dei conti, con interventi di riforma dell’architettura istituzionale e di razionalizzazione della spesa all’interno della struttura del bilancio”.

MASSIMO MONNI (relatore di minoranza-Pdl): “L’OPPOSIZIONE VOTERÀ CONTRO LA MANOVRA FINANZIARIA DELLA GIUNTA, PREDISPOSTA IN RITARDO E CON PROVVEDIMENTI CHE NON CONVINCONO – Questa manovra non è in grado di dare soluzioni, in un momento di contrazione delle spese, alle gravi problematiche economiche e sociali. Ecco perché l’invarianza fiscale non può diventare un alibi per contenere e rimandare le riforme tanto attese tra tutte la riforma endoregionale e la razionalizzazione delle agenzie regionali. Durante i lavori della Prima Commissione alcuni importanti emendamenti, che contengono misure pesanti per fronteggiare l’attuale situazione economica, sono stati approvati all’unanimità: la riduzione dei canoni di concessione per le aziende agrarie, l’eliminazione di fatto delle fidejussioni per i contributi a sostegno dell’imprenditorialità giovanile, la proroga delle misure anticrisi per chi perde il lavoro. Non condividiamo invece la scelta di non intervenire sull’annoso problema dei consorzi di bonifica e un altro problema riguarda quello che la questione della sanità, dove è stato fatto e la Giunta ha pensato di fare una autoassicurazione per fronteggiare i danni della sanità e non è stata fatta una legge appropriata sul modello di quella dell’Emilia Romagna. Presenteremo un emendamento per quanto riguarda la riduzione del fondo dei dirigenti, da applicare anche al Consiglio regionale. Manca poi la riforma di Webred, una società totalmente inutile che alla Regione costa circa 12 milioni di euro l’anno. Infine per quanto riguarda le politiche di trasporto, vediamo in modo positivo l’aiuto che la Regione ha dato nei confronti dell’Umbria Mobilità, però riteniamo siano state fatte delle operazioni sbagliate senza avere dato un segnale importante nei confronti della nomenclatura che ha gestito in questi anni Umbria TPL”.

SCHEDA: NUMERI E CONTENUTI DI BILANCIO, LEGGE FINANZIARIA E COLLEGATO L’entità complessiva della manovra ammonta a 2 miliardi e 306 milioni di euro, al netto di reiscrizioni, partite di giro e compensative. Tra le voci di spesa più rilevanti ci sono la sanità (1 miliardo 650 milioni), i trasporti (100 milioni), le spese operative (96 milioni), il personale (66 milioni), il rimborso dei prestiti (3,9 milioni), la ricostruzione (4,3 milioni), le spese per il Consiglio regionale (20 milioni) e le spese di funzionamento (12,5 milioni). I principali interventi in ambito sociale (in milioni di euro) sono: Non autosufficienza (7,97), Fondo sociale (12,8), asili nido (2,8), istruzione (13,8), sostegno agli affitti (1), abbattimento rette scolastiche (1,1). Il totale delle spese a libera destinazione, al netto della sanità, passa da 469 milioni nel 2010 a circa 341 nel 2013, con un margine di flessibilità che passa dal 20,88 al 14,75 per cento.

Flessibilità che si riduce, però, a meno del 4 per cento (circa 90 milioni di euro) nel 2013 se si considera l’obbligatorietà di alcune spese (personale, oneri del debito, funzionamento). Le linee generali della manovra sono influenzate da: invarianza delle aliquote dei tributi propri regionali, diminuzione dell’imposta regionale sulla benzina (da 4 a 2,5 centesimi al litro e destinata agli interventi di connessi al terremoto di Marsciano), soppressione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, agevolazioni bollo per acquisto auto ad alimentazione ibrida, azioni di contenimento delle spese di personale (agli stessi livelli del 2003 e con 370 unità in meno rispetto al 2001) e funzionamento (ai livelli del 2004), ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore, con una più efficiente allocazione delle risorse disponibili, tutela della coesione e qualità sociale (salvaguardia delle fasce deboli della popolazione), prosecuzione del percorso di miglioramento dell’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate, ottimizzazione e razionalizzazione del trasporto e della mobilità regionale, conti del sistema sanitario regionale in equilibrio.

La pressione fiscale regionale, intesa come rapporto fra gettito dei tributi regionali (senza considerare le compartecipazioni a tributi erariali, dove la Regione non ha alcuna potestà di manovra e che possono intendersi come trasferimenti dal bilancio dello Stato) e Pil umbro, è rimasta di fatto inalterata passando dal 2,85 per cento del 2000 al 2,81 per cento del 2011 (per il 2012 i dati non si discostano dal 2011). Nonostante la forte lotta all’evasione che ha permesso di recuperare importanti gettiti sui tributi regionali. La Regione, infatti, non ha attivato, se non minimamente, la leva fiscale a disposizione conservando quasi intatti tutti i margini di manovra che, anche nell’ottica della piena realizzazione del processo di federalismo fiscale in atto, rappresenta la possibilità di avere a disposizione, nel futuro, consistenti risorse potenziali.

 

IL COLLEGATO

Il disegno di legge collegato alla manovra di bilancio 2013 contiene: interventi in materia di Consorzi di Bonifica, nelle more dell’approvazione della legge di revisione, riducendo il numero dei componenti dei consigli di amministrazione dei Consorzi dagli attuali 9 a 5 e la cessazione degli attuali organi dei tre Consorzi, già scaduti, e la nomina di un Commissario straordinario; un sistema di gestione dei rischi in ambito sanitario attraverso la gestione assicurativa diretta dei sinistri da parte del Servizio sanitario regionale, nella logica di una cooperazione tra le Aziende sanitarie regionali (Usl e Aziende ospedaliere); una esenzione dal pagamento della tassa automobilistica regionale per veicoli a basso impatto ambientale allo scopo di incentivarne l’acquisto.

L’esenzione è prevista solo per quelli con combustibili a minori emissioni inquinanti; il pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario una sola volta da parte degli studenti iscritti contemporaneamente nello stesso anno accademico ad un istituto superiore di studi musicali e coreutici e università che hanno sede nella stessa regione; la possibilità per la Giunta regionale di ridurre il Fondo della dirigenza in conseguenza di processi di riorganizzazione; il finanziamento delle attività dell’associazione regionale Allevatori dell’Umbria; il cofinanziamento dell’accordo stipulato con il ministero dell’Ambiente per gli interventi di tutela della qualità dell’aria.

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