Indennità disagio ambientale, Rosetti M5s: “Deve essere utilizzata”

I comuni che dovessero averne fatto un uso diverso, ad esempio, finanziando la spesa corrente, hanno violato la legge regionale, oltre che i sacrosanti diritti dei cittadini

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Cristina Rosetti M5S

Indennità disagio ambientale, Rosetti M5s: “Deve essere utilizzata”

L’indennità di disagio ambientale è ricompresa nella tariffa di conferimento dei rifiuti agli impianti di trattamento e smaltimento ed è destinata ai comuni che ospitano gli impianti e a quelli sui quali ricadono gli impatti ambientali del funzionamento dei predetti impianti. La legge regionale n. 11/2009 è, inoltre, chiarissima sul suo impiego: l’indennità di disagio ambientale deve essere utilizzata per “agevolazioni tariffarie a favore degli utenti interessati dalla presenza degli impianti e per finalità inerenti il miglioramento ambientale e la dotazione di servizi nelle stesse aree”.

I comuni che dovessero averne fatto un uso diverso, ad esempio, finanziando la spesa corrente, hanno violato la legge regionale, oltre che i sacrosanti diritti dei cittadini più esposti agli effetti ambientali e sulla salute del funzionamento degli impianti.

Quindi, di tutti coloro che vivono attorno agli impianti di Ponte Rio, di Pietramelina e di Borgo Giglione, i quali hanno subito gravi danni dalla presenza degli impianti, senza alcun tipo di ristoro. Il Comune di Perugia non ha mai utilizzato le somme incassate con vincolo di destinazione, ma ci ha di fatto finanziato, per la quasi totalità, la spesa corrente.

Ma vi è di più, stando alle delibere dell’Autorità d’ambito, le somme dovute ai comuni a titolo di indennità di disagio ambientale sono riscosse dai gestori degli impianti (essendo ricomprese nelle tariffe di conferimento), ma, i gestori, una volta riscossa l’indennità sono tenuti a trasferire le somme ai comuni a cui spettano, con cadenza semestrale.

Insomma, i gestori sembrano avere solamente il ruolo di riscuotere, di fare da tramite, e non possono, stando alla lettera delle disposizioni dell’Autorità, in alcun modo incamerare le somme e/o rifiutarsi di trasferirle ai comuni. Ma come mai, allora, il Comune di Perugia dal lontano 2012 non ha avuto più trasferimenti da parte del Gestore Gest/Gesenu? E perché non ha agito presso tutte le autorità competenti per riscuotere le somme soggette ad obbligo di trasferimento? Dobbiamo riscuotere più di un milione di euro! Siamo sicuri che la “teoria” proposta dall’Amministratore delegato Gesenu (dirigente in aspettativa del Comune di Perugia e rappresentante dei soci privati Gesenu), nel silenzio assordante del Presidente di parte pubblica, Luca Marconi, che dovrebbe tutelare il Comune di Perugia, quindi, noi cittadini, in risposta alla nostra denuncia, secondo la quale, poiché Gest/Gesenu avanzerebbe dal Comune di Perugia quasi 14 milioni di euro, si avrebbe una sorta di compensazione, sia sostenibile? Ma l’Assessore al bilancio Bertinelli è distratta o sposa la teoria dell’AD?

Ancora siamo in attesa di un suo chiarimento sull’enorme debito asserito da De Paolis, ma che la stessa ha dichiarato non risultarle. Sarà proprio come dice il Sindaco Romizi: il bilancio del Comune di Perugia è stato messo in sicurezza? Qualsiasi buon padre di famiglia nutrirebbe dubbi in proposito…

Indennità disagio ambientale

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