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Incidente Puglia, Squarta: “Quanto sono sicure le linee umbre?”

Squarta: "Verificare in maniera dettagliata lo stato attuale delle linee ferroviarie in Umbria, sia quelle gestite dallo Stato con Rfi che quelle Fcu"

Incidente Puglia, Squarta: “Quanto sono sicure le linee umbre?”. “La tragedia avvenuta in Puglia tra due convogli delle Ferrovie Nord Barese impone una riflessione. Le nostre linee Fcu hanno infrastrutture che risalgono a 100 anni fa. Su 193 chilometri di binario unico viaggiano ogni giorno quattromila passeggeri tra studenti e pendolari e il semaforo è l’unico sistema di segnalamento per il passaggio: è uno strumento insufficiente ad escludere l’errore umano”. Così il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) dopo l’incidente e la tragedia che ieri ha interessato la Puglia.

Squarta chiede che venga invitato in Commissione l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella per “verificare in maniera dettagliata lo
stato attuale delle linee ferroviarie in Umbria, sia quelle gestite dallo Stato con Rfi che quelle Fcu” . All’assessore Squarta vorrebbe chiedere “a quanto ammontano le risorse investite in Fcu negli ultimi 15 anni dalla Regione Umbria e quanto ancora verrà investito per ammodernare impianti, sostituire le vecchie traversine di legno e i passaggi a livello”.

E ancora, “quante sono le linee a binario unico, ma soprattutto che tipo di sistemi di sicurezza vengono utilizzati in Umbria”. Squarta spiega che: “Fcu ha standard di sicurezza inferiori rispetto a Rfi, le infrastrutture sono obsolete e vecchie di almeno un secolo. Sui nostri trenini Fcu si muovono ogni anno oltre un milione di persone per andare a scuola o a lavorare. Ma quali sono i sistemi di verifica sul fronte della sicurezza per i treni locali, considerato che non se ne occupa l’agenzia nazionale di controllo?

Non si possono correre rischi legati alla sicurezza. Nessun semaforo blocca automaticamente il treno in corsa, lo sbaglio umano ci può sempre stare – conclude Squarta -, ma deve essere categoricamente evitato quando c’è in gioco la vita delle persone”.

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