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Immigrazione, Carla Casciari (Pd): “difendere il modello di accoglienza umbro”

Interviene in merito alla proposta di apertura di 'Centri di identificazione ed espulsione' (Cie) in ogni regione

Immigrazione, Casciari (Pd): "difendere il modello di accoglienza umbro"

Immigrazione, Casciari (Pd): “difendere il modello di accoglienza umbro” PERUGIA – “La Giunta regionale dell’Umbria s’impegni nelle sedi di confronto col Governo per difendere il modello di accoglienza diffuso che negli ultimi anni ha caratterizzato l’Umbria”. Lo dichiara il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) intervenendo in merito alla “proposta di apertura di ‘Centri di identificazione ed espulsione’ (Cie) in ogni regione avanzata dal ministro dell’Interno”.

 

Commentando “il pacchetto di misure in materia di immigrazione che il Governo illustrerà al Parlamento e alle Amministrazioni regionale, in cui è prevista anche l’apertura dei Cie, da insediarsi preferibilmente in prossimità degli aeroporti” Casciari si dice “non convinta che l’apertura di un Centro sia sinonimo di maggior sicurezza per i cittadini, ne che possa rappresentare un modello efficiente di gestione delle delicate fase di identificazione degli stranieri che arrivano sul nostro territorio”.

 

Per la consigliera regionale “si potrebbe configurare il rischio concreto che vengano trattenuti nell’ipotetico Cie umbro stranieri irregolari fermati in altre regioni italiane e qui spostati per ragioni di disponibilità dei posti. Questi, una volta decorso il termine per il trattenimento senza che sia stata disposta l’espulsione, si ritroverebbero in stato di libertà e senza alcun tipo di legame sul nostro territorio. Una situazione complessa, quindi, che potrebbe portare ad un aumento di stranieri irregolari sul territorio piuttosto che una effettiva diminuzione”.

 

“Alla luce di queste considerazioni spero che Giunta di Palazzo Donini, nel confronto con il Governo e gli organi preposti alla gestione dell’emergenza, si attivi per scongiurare l’apertura del Cie, mantenendo un modello diffuso di accoglienza degli stranieri. Un modello che prediliga percorsi di integrazione nelle comunità locali anche attraverso l’inserimento nei circuiti di lavori socialmente utili nella fase di definizione dello status giuridico. Allo stesso tempo si rendono necessarie norme legislative più chiare e snelle per coloro che non si vedono riconosciuto lo status di rifugiato e diventano così stranieri irregolari. Secondo i dati più recenti pubblicati dal ministero dell’Interno al 31 dicembre 2016 in Umbria sono presenti 3263 stranieri, ovvero il 2 per cento del totale nazionale, di cui 2855 accolti in strutture temporanee, mentre 408 sono i richiedenti asilo che sono inseriti nel progetto Sprar dei Comuni. Questi ultimi – conclude Casciari – in stretta collaborazione con la Prefettura e gli enti gestori hanno saputo interpretare e gestire tutte le fasi dell’accoglienza garantendo, anche nei casi di arrivi più numerosi del previsto, l’ordine pubblico e la veloce sistemazione di richiedenti protezione”.

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