Il Borgo “Bello”: ancora per quanto?

Corso Cavour, Il popolare Borgobello, è ormai il fiore all’occhiello del centro storico di Perugia, in tutti i sensi

Il Borgo “Bello”: ancora per quanto?

da Giancarlo Gaggiotti – La “partecipazione”, di per sé, è un concetto nobile, è un “valore” in più nella cosiddetta “democrazia”. Ma – così come la nobiltà di stirpe non ha più alcun senso nella nostra società – anche la partecipazione il più delle volte è ridotta a una farsa, anzi, manovrata da persone astute diventa un’arma a protezione di abusi nei confronti dei cittadini chiamati a “decidere” insieme alle istituzioni locali.

È il caso della nuova e strombazzata raccolta dei rifiuti nel cuore di Perugia, città amatissima dai suoi cittadini quanto trascurata dai suoi amministratori, a qualsiasi “fede” politica essi appartengano, anche perché la vera Politica non esiste più, fagocitata dai soldi e da interessi personali.

La precedente Giunta comunale non ha premiato noi bravi diversificatori di rifiuti per l’impegno profuso, anzi, ci ha puniti duramente con bollette che in molte famiglie superano i 900 euro annui, oltre alla famigerata Tassa sui Rifiuti o TARI, e pensare che si tratta pur sempre di rifiuti, di immondizia o mondezza da riciclare. Poi abbiamo saputo che il riciclo di soldi e rifiuti toccava alla mafia…

La nuova Giunta lo avrà almeno letto sui giornali, no? Sembra invece che non sappiano che la Gesenu ha un penetrante “odore di mafia” siciliana, visto che continuano a farci affari come se niente fosse. Non a caso la Regione ha istituito un’apposita commissione d’inchiesta, staremo a vedere.

La nuova giunta
È un po’ come il governo che – per risolvere i suoi (non i nostri) problemini economici – non trova di meglio che rubare con arroganza degna di galera milioni di euro a sciagurati risparmiatori per salvare quattro banche gestite a delinquere… O che – camuffando un ladrocinio di tipo feudale con sigle tipo IMI, TASI ecc. – salassa alla fonte gli stipendi lasciando ai dipendenti pubblici, com’è successo nello scorso novembre 2015, una mensilità di circa 200 euro: Buon Natale, cittadini! La Giunta attuale, forse per non essere da meno di quella uscente, ha speso molte parole elettorali sullo schifo della mondezza e disse che bisognava cambiare e risolvere il problema del pubblico decoro. Parentesi d’obbligo: com’è possibile che con tutti i gravissimi problemi di oggi gli amministratori puntino il loro prestigio proprio sulla mondezza?

Tornando alla nostra Perugia e ai concetti originali degli amministratori a proposito dei rifiuti, constatiamo che hanno fatto le solite quattro riunioncine di quartiere per discutere quello che già era stato deciso da Comune e Gesenu, evidentemente con reciproco ardore… Chi l’ha visto il vicesindaco Barelli, il coordinatore di questa bella pensata?

Non pare che sia stato notato in quegli incontri, per cui se ne deduce che non dava loro alcun peso, e infatti si è visto solo nei tre foglietti sui rifiuti che abbiamo ricevuto a casa, che lui ha firmato, e che dimostrano quanto l’opinione della cittadinanza, contraria in stragrande maggioranza, sia stata ascoltata: zero.

Avremmo voluto sapere il perché di questa nuova e improvvisa spesa pubblica per la mondezza: quanto verrà a costarci?. L’assessore Barelli ci ha scritto che non ci saranno “spese in più” a carico dei cittadini, e ci mancherebbe: con tutti i soldi “in più” che abbiamo già dato copiosamente e che speravamo fossero spesi per il vero decoro e salute pubblica: e invece le strade perugine continuano a brulicare di pericolosissime buche e il verde pubblico è praticamente svilito e avvilito, ormai fa ribrezzo persino ai cani: in pochi mesi a Sant’Ercolano è sparita quasi tutta l’erba a prato, al Pincetto le rose stanno lottando per non essere definitivamente soffocate da gigantesche erbacce di ogni genere, rovi, cartacce e lattine dei soliti incivili: altro che capitale della cultura…

Quanto all’igiene pubblica, forse ci andrà anche peggio, visto che noi cittadini paladini del riciclo siamo stati presi in giro e saremmo ridotti a tanti netturbini full time, a tempo pieno al servizio della Gesenu, ma siccome noi non vogliamo assolutamente ridurci a sguatteri, organizzeremo un referendum e altre forme di protesta per smascherare una volta per tutte che cosa si nasconde in realtà sotto la coltre della mondezza… E poi, che ci stanno a fare i cosiddetti “operatori ecologici”?

Chi vuole con tutta questa protervia e cinismo che noi – specialmente se si tratta di anziani soli e famiglie con malati – ci mettiamo a lavare in casa nostra i mastelli dei rifiuti? Contenitori, si badi bene, che al cento per cento saranno lordati con entusiasmo da cani, gatti e ratti coi loro escrementi e pipì… Sarebbe una vera e propria umiliazione inflitta ai cittadini, un un abuso di potere bello e buono. E (fra l’altro) l’acqua per lavarli e i disinfettanti chi li mette?

Non sappiamo quale illuminato urbanista ci sia dietro a tutto questo, ma forse avrebbe fatto meglio un geometra, perché bastava fare dei semplici calcoli. Per esempio, i marciapiedi di Corso Cavour sono larghi poco più di un metro (salvo la strettoia, che ne è priva); prendiamo allora un palazzo di 10 famiglie con ciascuna i 5 contenitori di rifiuti (tutti belli colorati di pessimo gusto), quanto fa?

Fa ogni volta 10 contenitori davanti al portone, e insieme a parecchi altri portoni impedirebbero il passaggio, salvo l’opzione tragicomica di passare in mezzo alla strada o di spostare lì i mastelli, nel qual caso il traffico non sarebbe limitato, ma interrotto… o forse stipare l’ingresso con quei buzzi e costruire un ascensore esterno per avere accesso agli appartamenti dalle finestre?

Capire poi come funzioni in realtà la distribuzione dei sacchi è un terno al lotto, anche perché ci sono solo due soli centri e gli attuali distributori automatici probabilmente saranno rottamati (altro bel risparmio…).

È triste immaginare file e resse, anche col freddo, la pioggia o l’afa, a ridosso del mondezzaio motorizzato (pomposamente detto “automezzo itinerante RaccoglinCentro”), gente con l’ombrello in una mano e un secchio nell’altra, per poi magari ritrovarsi con una multa di ben 60 euro perché nel bidone della plastica c’è andato a finire un centimetro quadrato di carta. Chissà che non sia proprio questa la mira nascosta in questa “rivoluzione mondezzara”, e cioè rimpolpare le casse del Comune sulla pelle dei cittadini. Fatto sta che non possiamo lavorare solo per pagare la mondezza e chi ci guadagna.

Nei centri storici di mezza Europa è possibile vedere come funziona, e bene, la differenziazione: ci sono capaci e protetti contenitori per ciascun tipo di rifiuto in ogni condominio, disposti in punti strategici, dove cioè non deturpano l’ambiente dal punto di vista visivo, olfattivo o sanitario; i netturbini li svuotano regolarmente e depositano i nuovi sacchi necessari: non sarebbe così difficile anche da noi, e anche molto più economico. Ve l’immaginate una teoria di gente e sacchi in pellegrinaggio al motomondezzaio in bella vista davanti al Louvre o alla Fontana di Trevi? Ma è facile immaginarlo davanti alla Basilica di San Domenico qui a Perugia, una città che in quanto a decoro pubblico farebbe una pessima figura anche nel più profondo Sud.

Corso Cavour, Il popolare Borgobello, è ormai il fiore all’occhiello del centro storico di Perugia, in tutti i sensi, i suoi abitanti ne sono stati protagonisti orgogliosi e difenderanno il quartiere dalle sconcezze a qualsiasi costo, reagendo a proposte, queste sì, indecenti.

Detto questo, al contrario ci congratuliamo per la decisione del Comune di sanzionare chi butta cicche e odiose gomme da masticare per terra, solo che bisognerebbe avere il buon senso di sostituire gli attuali bidoni cilindrici arrugginiti e ridotti a colabrodi.

Il Borgo “Bello”

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