I sassi parlano… sui migranti l’Europa sta naufragando

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I SASSI PARLANO sui migranti l’Europa sta naufragando. Quanto si può continuare solo con l’Europa delle banche, della finanza, del calcolo degli interessi, del profitto…? Così si rafforza solo la cultura razzista.

da Lorena Pesaresi
Sembrano massi della scogliera, solo un po’ più grandi e un po’ più lucidi degli altri, e sulla scogliera stanno, dove s’infrangono le onde. Poi li vedi muovere, aprire, sono uomini, uomini neri avvolti in coperte termiche, le stesse che hanno avuto per ripararsi dal freddo quando sono stati salvati dalle navi guardiacoste. Sono gli emigranti che l’Europa ricaccia sul mare, sono gli emigranti che si sono rifugiati sugli scogli di Ventimiglia, ricacciati dalla gendarmeria francese e spostati e rispostati dalla polizia italiana. Sono ancora lì. Nessuno li vuole, nessuno sa cosa farsene della loro miseria, della loro povertà, della loro voglia di una vita diversa, umana. Sono solo un problema, anzi un fastidio.

Mi dovrei correggere, perché qualcuno invece s’interessa a loro, i nuovi mafiosi che muovono i fili di troppi politici e di troppi dirigenti della cosa pubblica, ma questa è una vergogna italiana. Su quei massi lucidi sta naufragando l’Europa, anzi la nostra idea di Europa, fatta di rispetto, libertà, democrazia, affrancamento dalla miseria, dignità del lavoro, quali elementi fondanti della convivenza. Quella che vediamo è l’Europa delle banche, della finanza, del calcolo degli interessi, del profitto che è sempre privato e delle spese che sono sempre collettive.

E’ un popolo intero, ormai, quello dei migranti, un popolo fatto di diversi uniti solamente da un filo di speranza. Un filo che trova sempre più forbici pronte a tagliarlo. E chi si muove nel terreno di nessuno fra quella disperazione e il fastidio di averli intorno? L’Europa, lo Stato, le Regioni “ricche”? No, pochi amministratori e tanti cittadini che portano latte e pane, coperte, vestiti. Italiani brava gente? Non tutti, ma tanti. Politici brava gente? Troppo pochi e quei pochi devono fare i conti con la “convenienza politica”. E allora ritorno a dire ECOLOGIA DELLA POLITICA. Facciamola, facciamola con chi vuole cambiare questa situazione inumana, in Italia e in Europa. Costruiamo quello che non c’è in questo momento, un nuovo pensiero, una nuova realtà, un nuovo modo di comportarsi che cambi radicalmente la vita nostra e degli altri. Che sappia essere azione. Costruiamo questa rete dell’ Ecologia della politica.

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